Emozioni Negative


Il centro emozionale è il più veloce dei quattro centri inferiori. Questo significa che ottenere il controllo sulle emozioni è l’ultima barriera prima di avere la capacità di penetrare completamente nel momento. Aumentamo la nostra capacità di controllare le emozioni resistendo all’espressione della negatività. Questo video tutorial mostra quale tipo di sforzo deve essere effettuato per non espriemere le emozioni negative e spiega il ruolo centrale che ha nella trasformazione della nostra identità dai tanti ‘io’ al vero ‘IO’.

I quattro centri inferiori (I Parte)


Proprio come la fotosintesi aumenta la produzione di energia in una pianta, così il ricordo di sé aumenta la produzione di energia nel microcosmo. Ciò significa che dopo una serie di tentativi di successo abbiamo più energia a nostra disposizione. Questa energia però è volatile e cercherà di fuoriuscire. “Se non fermiamo queste perdite di energia”, consiglia Peter Ouspensky, “l’aumento della produzione non potrà che aumentare le perdite.” Pertanto, nel contesto del Lavoro di Aprile in cui ci concentriamo sugli sforzi di successo, cerchiamo di dedicare la prossima settimana ad osservare e fermare le perdite.

Quali perdite abituali puoi osservare in te stesso?

Conoscenza e Essere


Durante il lavoro di febbraio abbiamo sperimentato l’impiego delle nostre abitudini più radicate come combustibile per l’auto-osservazione. Questo richiede sforzi intelligenti, piuttosto che forti. Mentre si approfondisce la nostra comprensione di noi stessi, anche la nostra capacità di fare sforzi intelligenti diventa più profonda.

La comprensione è la risultante di una crescita simultanea di conoscenza e di essere. Le esplorazioni del principe Siddhartha fuori dalle mura del suo palazzo descrivono questo processo, in cui egli dapprima è testimone di cose nuove (essere) e poi il suo auriga ne spiega il significato (conoscenza). In questa presentazione applichiamo questo principio al lavorare con la negatività.

Identificazione


Poiché la non-identificazione è il lavoro per febbraio 2017, rivediamo la presentazione sull’identificazione. Se non riesco a vedere i pensieri, le sensazioni e le emozioni del momento come una piccola parte di me, allora essi assumono la mia identità, cado in ciò che questo insegnamento chiama ‘identificazione.’ “L’identificazione è il principale ostacolo al ricordo di sé”, ha detto George Gurdjieff. “Un uomo che si identifica con qualcosa non è in grado di ricordare se stesso.”

Cuore e Mente


Questo tutorial ci invita ad una sincera osservazione dei nostri sforzi. Le circostanze internamente ed esternamente continuamente cambiano. Così devono essere i nostri sforzi. Ad ogni cambiamento, una nuova chiave deve essere trovata per una nuova serratura. La mente (il centro intellettuale) è responsabile di trovare la chiave, il cuore (il centro emozionale) di generare la forza per il suo uso.

Puoi osservare i momenti in cui la tua mente conosce il giusto sforzo, ma il tuo cuore manca di desiderio per compiere quello sforzo? Puoi osservare i momenti in cui il tuo cuore ha il desiderio di fare uno sforzo, ma la tua mente non riesce a trovare la giusta chiave? E riesci ad osservare i momenti in cui mente e cuore sono uniti, sviluppando uno stato superiore?

Difficili Gruppi di “io”

Le strade attraverso cui siamo abituati ad espellere energia sessuale sono costituite da le nostre “abitudini”.” Si tratta di “io” alimentati da una energia particolarmente forte, il che significa che ci raggiungono con un più forte senso di identità, un più forte senso di “io”. In altre parole, dal punto di vista del nostro scopo di evitare l’Identificazione, di “Essere”, sono gruppi di “io” particolarmente difficili

Deviazione


Mara tenta Siddhartha, proprio come il serpente nella Genesi tenta Adamo ed Eva. Come il serpente, Mara usa la sottigliezza. Elenca le ricchezze terrene cui Siddhartha, in modo avventato, si appresta a rinunciare. La lezione di questo episodio sta nella tempistica: Mara appare solo quando Siddhartha rinuncia alle ricchezze terrene. Il serpente appare solo quando Dio ordina di evitare il frutto proibito. Tale elemento di subdolo inganno appare solo quando la nostra parte più alta formula uno scopo, insegnandoci che gli sforzi del Sé superiore evocano resistenza da parte del sé inferiore; gli scopi richiamano una deviazione.

Consapevolezza


Il contributo della settimana scorsa sul “portare qualcosa in dono alla consapevolezza” ci riporta alle fondamenta di questo insegnamento. La piramide “Be” mira a un cambiamento di consapevolezza. Alteriamo le funzioni solo nella misura in cui ciò influisca sulla consapevolezza. A questo scopo, dobbiamo stabilire la differenza tra consapevolezza e funzioni, che è lo scopo della presentazione di questa settimana. Essa delinea i tre parametri mediante i quali la consapevolezza viene misurata: frequenza, durata e profondità. E stabilisce lo scopo di accrescere la frequenza della nostra consapevolezza mediante l’utilizzo della soneria del nostro cellulare come segnale di allarme per rammentarci di “Essere”.

I quattro Centri Inferiori (Parte II – Parti dei Centri e Attenzione)


Nella prima presentazione sui quattro centri inferiori, abbiamo presentato il Micro Cosmo come dotato di quattro cervelli che ne controllano le ordinarie funzioni. In questa presentazione andremo ad analizzare più in profondità ciascun centro e ne considereremo le parti in base al livello di attenzione con cui lavorano. Come supporto visivo, utilizzeremo un comune mazzo di carte e assegneremo uno dei quattro semi a ciascuno dei quattro centri inferiori. All’interno di ciascun seme i Fanti, le Regine e i Re indicheranno le ulteriori parti di ogni centro. Vedremo come, per funzionare in modo corretto, le parti di un centro devono cooperare. E concluderemo dandoci lo scopo di osservare in noi stessi le diverse parti dei nostri quattro centri inferiori.

I quattro centri inferiori (I Parte)


Questo insegnamento divide i nostril pensieri, emozioni, movimenti e sensazioni in quattro gruppi nettamente definiti, ciascuno dei quali è controllato da una mente separata o “centro.” In questa presentazione, esploreremo questi quattro centri, la loro collocazione nel Micro-cosmo, le loro peculiarità e la loro velocità di funzionamento. Giustapporremo questi centri ad un’immagine del Giudizio Universale raffigurato in un’icona Russa, per osservarli in relazione al nostro scopo di “Essere,” e comprendere come il Corpo Fisico si relazioni al Corpo Astrale. E useremo la nuova conoscenza del nostro Micro-cosmo per osservare i molti “io” in modo più intelligente, separandoli dagli “io” reali mediante l’assegnazione a ciascuno di essi a uno dei quattro Centri Inferiori.

Pagamento e Sforzo


Nella Quarta Via la conoscenza va di pari passo con la personale verifica. La conoscenza può essere data, ma la verifica può essere ottenuta solo mediante un pagamento. In questa presentazione, esploreremo più a fondo il principio del pagamento; ci inoltreremo nella non-espressione delle emozioni negative; e vedremo lo sforzo di non-espressione delle emozioni negative come forma di pagamento. Attingeremo alla storia biblica dell’ospitalità di Abramo, simbolica espressione del bisogno del sacrificio per ricevere il presente alle sue proprie condizioni. E vedremo che fare resistenza all’espressione delle emozioni negative è un pagamento fondamentale in questo lavoro.

Conoscenza e Essere

In questa presentazione, esaminiamo il ruolo della conoscenza in questo insegnamento. La conoscenza deve andare mano nella mano con una personale esperienza, perché ci insegni a scalare la piramide. Attingiamo alla storia del Principe Siddhartha, che, come noi, si accinge ad esplorare l’ambiente che lo circonda, e gradualmente ne scopre insospettati aspetti. E una volta compresi i ruoli di “conoscenza” e “essere” applichiamo tale comprensione al mondo delle nostre emozioni.

Piccoli Scopi


Nella presentazione sulla “Consapevolezza” abbiamo elencato i tre parametri con cui si può misurare la consapevolezza: frequenza, durata e profondità. Nella presentazione sui Molti “io”, abbiamo studiato la nostra molteplicità, e creato shock esterni che ci rammentassero di “Essere” incrementando così la frequenza. Nella presentazione sull’“Auto-Osservazione”, abbiamo aggiunto l’elemento dell’osservazione di noi stessi a ciascun momento in cui ci ricordiamo di “Essere”, accrescendone in tal modo la profondità. E in questa presentazione, vi aggiungeremo la durata. Tenteremo di prolungare la consapevolezza focalizzandoci su una piccola unità di tempo, ed accrescendone la frequenza al punto che le numerose scintille si uniranno a formare un’unica fiamma, Attingeremo dal mito indù della Zangolatura dell’Oceao di Latte quale descrizione di come tale durata può essere ottenuta facendo il tiro alla fune con le abitudini. E stabiliremo degli scopi specifici per contrastare le abitudini osservate la scorsa settimana.

Atteggiamenti Positivi


Esiste un paradosso insito in questo lavoro: quando mi trovo in uno stato di consapevolezza più alto so esattamente che cosa devo fare per “Essere”, ma tale conoscenza non mi serve poiché già “sono”; quando mi trovo in uno stato di consapevolezza più basso, dimentico che cosa devo fare per “Essere”, proprio quando tale conoscenza mi tornerebbe maggiormente utile. In questa presentazione esploreremo il ruolo degli atteggiamenti quale connessione tra questi due estremi, come modo per trattenere alcune tracce delle proprie comprensioni più elevate anche quando la consapevolezza si è affievolita. Attingeremo alla storia biblica di Mosè che scende dal Monte Sinai con le tavole della legge, utilizzandola come allegoria del portare qualcosa con noi quando discendiamo da uno stato più alto. E ci daremo lo scopo di applicare tale metodo durante la settimana per contrastare, mediante l’applicazione di atteggiamenti positivi, gli atteggiamenti sbagliati delle emozioni negative.

Auto-Osservazione


Come si manifesta l’apparire della luce nel Micro-cosmo uomo? In questa presentazione, utilizzeremo la suggestiva immagine del sole che sorge internamente. La considereremo come auto-osservazione nel senso di dirigere un raggio di luce verso l’interno. Attingeremo alla storia della Creazione della Luce nella Genesi, utilizzando la raffigurazione dell’episodio contenuta nei mosaici di San Marco a Venezia. Vedremo perché i nostri sforzi di Essere debbano includere un elemento di auto-osservazione. E stabiliremo un esercizio settimanale per introdurre l’auto-osservazione nei nostri sforzi momento per momento.

I Molti “io”


Nella precedente presentazione ci siamo dati lo scopo di accrescere la frequenza della nostra consapevolezza modificando la suoneria del telefono e utilizzando questo come pro-memoria per “Essere”. Ma perché necessitiamo di promemoria esterni? Perché non possiamo semplicemente ricordarci di “Essere” perché vogliamo “Essere”? Il motivo risiede nella molteplicità, nei nostri molti “io”. In questa presentazione, esamineremo il nostro retroterra psicologico in quanto molteplicità. Lo faremo sovrapponendovi un dipinto raffigurante Gesù che predica alle folle, di Jan Bruegel. E scopriremo come mantenere uno scopo, nonostante la nostra mancanza di unità

Abitudini del centro istintivo


come troviamo la via di mezzo nella soddisfazione delle esigenze del corpo senza diventarne schiavi? Trovare questa “via di mezzo” ha a che fare con il lavoro sul cervello responsabile del benessere del corpo, il centro istintivo. Inoltre, poiché i bisogni del nostro corpo sono ricorrenti, la loro soddisfazione è abitudinaria. Per mantenere la consapevolezza mentre ci occupiamo dei nostri bisogni fisici, dovremo elaborare regole a proposito delle Abitudini nel nostro Centro istintivo.

Trasformazione


La vera identità non consiste né nella disciplina del Buddha, né nell’esercito di Mara; né negli dei né nei demoni; né nell’affermazione né nella negazione. La vera identità consiste nella parte che testimonia la lotta. Noi siamo ciò che osserva non ciò che osserviamo. Un volta verificato che la lotta con i molti “io” non dura all’infinito, che la vostra perseveranza vi conduce a un punto di combustione, allora avete verificato il principio di Trasformazione.

Sé superiore e sé inferiore


Con la verifica delle funzioni del nostro Microcosmo, cominciamo a esaminare ciascuna di esse dal punto di vista della consapevolezza. Quale delle nostre funzioni può sostenere il nostro scopo di “Essere”, quale è irrilevante, e quale vi si oppone? In questa presentazione esamineremo questa questione. Trarremo spunto dalla creazione dell’uomo dalla polvere e dallo spirito raffigurata in San Marco, in cui la polvere rappresenta la sua parte terrena e lo spirito la sua parte più elevata. E vedremo che la lotta per “Essere” è una lotta tra il Sé Superiore e il sé inferiore dell’uomo.

Il Padrone


Dove conduce questo lavoro? Che cosa accadrebbe se avessimo successo nel prolungare i nostri sforzi di “Essere” al punto che la nostra consapevolezza divenisse una fiamma costante? Se divenissimo consapevoli in modo più consistente, allora avremmo accesso a due nuove funzioni dette centri “emozionale superiore” e “intellettuale superiore”. Queste non sono funzioni ordinarie come quelle emozionale, intellettuale e motoria. Sono aspetti del Padrone. In questa presentazione esamineremo queste due funzioni. Attingeremo all’episodio del Vangelo di Maria che incontra Gesù nel giardino e vedremo come la tentazione della Genesi qui si ribalti e il Paradiso venga riguadagnato. E utilizzeremo questa comprensione per collocare i nostri sforzi quotidiani in un contesto più ampio. I nostri sforzi momento-per-momento di resistere alla fretta, all’espressione della negatività, all’indulgere in immaginazione, hanno lo scopo ultimo di connettersi al Maestro.

Separazione e Denominazione


Cediamo alla tentazione del momento. Le nostre menti, i nostri corpi e i nostri cuori vengono portati via e gettano il nostro Micro-cosmo nel caos. Definiamo questo stato “identificazione”, perché è caratterizzata da un malriposto senso di identità, Per il fatto che chiamiamo erroneamente “io” l’impulso del momento. Ma il percorso di discesa è identico a quello di risalita, e sono gli stessi tre cervelli la Mente, il Corpo ed il Cuore i mezzi mediante i quali può essere riportato ordine nel Micro-cosmo. In questa presentazione tenteremo di invertire il percorso di caduta nell’identificazione. Torneremo alla Basilica di San Marco, a Venezia, ed esamineremo un episodio meno noto della Creazione nella Genesi. che è funzionale a questo processo: quello di Adamo che assegna un nome agli animali. e stabiliremo un esercizio per dare un nome alla tentazione del momento, in quanti più istanti possibile della nostra giornata, separando la nostra Mente dall’ identificazione, mediante la denominazione.

Identificazione


Se non riesco a vedere i pensieri, le sensazioni e le emozioni di questo istante come una piccola parte di me, come qualcosa di separato dal resto di me, allora questi diventano tutto me stesso, e io cado in ciò che questo insegnamento chiama: stato di identificazione. In questa presentazione esamineremo tale stato. Faremo riferimento al racconto, riportato nella Genesi, della caduta dal Paradiso, quale rappresentazione simbolica di come, per negligenza, il cuore e la mente smettano di riflettere Dio, e cadano nell’Identificazione. Useremo la raffigurazione che Cranach fa di questa scena, e ci concentreremo sulla personale interpretazione che egli aggiunge al racconto biblico. E ci porremo, quale obiettivo della settimana, quello di osservare meglio che possiamo, e di opporci al cadere in stato di identificazione.

Cuore e Mente


Ogni momento è una serratura con una propria chiave. Prima, devo ricordare il mio scopo di “Essere”. Questo, già di per sé, è difficile, poiché non sono unificato. Me ne dimentico. Ma anche nel caso in cui me ne ricordo, rimangono altri due elementi determinanti perché io possa sbloccare il momento: Sono in grado di trovare lo sforzo giusto per questo momento? E sono in grado di trovare la forza di compiere tale sforzo? In questa presentazione, esploreremo questi due elementi. Attingeremo dal dipinto di Dio che crea l’Uomo a Sua immagine di Lucas Cranach e vedremo come questi due elementi vengano rappresentati in questo episodio Biblico. E fisseremo un obiettivo settimanale che ci aiuti ad osservare questi due elementi nei nostri, momento per momento, sforzi di “Essere”, scopo che ci renderà più intimamente familiari con il nostro cuore e la nostra mente.

Micro-cosmo


Che cos’è un cosmo? Perché un essere umano dovrebbe essere considerato un cosmo? Quali sono le implicazioni di questo speciale stato? In questa presentazione vedremo che Una delle importanti implicazioni di tale stato È che possiamo imparare guardando noi stessi riflessi in altri cosmi. Ne ritroviamo l’eco nell’antico detto “Come in alto così in basso” e “Come all’interno così all’esterno.” Trarremo ispirazione dalla creazione biblica dell’uomo così come è raffigurata nei mosaici di San Marco a Venezia e sottolineeremo un particolare dettaglio della creazione che viene spesso trascurato. E stabiliremo come scopo della settimana quello di imparare di più a proposito di noi stessi mediante lo studio del comportamento degli altri guardando noi stessi riflessi in altri micro-cosmi.

Emozioni Negative


Qual è la trasformazione cui mira questo insegnamento? Che cosa accade in realtà quando si raggiunge il vertice della piramide? Nella presentazione su “Conoscenza e Essere” Bbiamo esaminato come l’apprendimento procede passo dopo passo, un passo di conoscenza seguito da un passo di verifica, e abbiamo applicato questo principio all’osservazione delle emozioni negative. Nella presentazione su “Pagamento e Sforzo” abbiamo preso in esame gli atteggiamenti sbagliati dietro le emozioni negative, e abbiamo sperimentato delle modalità per sacrificarle. Nella presentazione sugli “Atteggiamenti positivi” abbiamo esaminato come i nostri momenti più alti di consapevolezza possono formare nuovi atteggiamenti, atteggiamenti che rimangono anche dopo, quando la consapevolezza degrada. Auto-osservazione; sacrificio degli atteggiamenti sbagliati; creazione di nuovi atteggiamenti; questi sono gli aspetti fondamentali del lavoro con la negatività. Ma qual è lo scopo ultimo che sta dietro la non-espressione delle emozioni negative? In questa presentazione, prenderemo in esame tale scopo. Faremo riferimento al mito indù della “Zangolatura dell’Oceano di Latte” e in modo particolare al fondamento della zangolatura, laddove Visnù assume le sembianze di una tartaruga per sostenere il monte Mandara. E utilizzeremo questo mito per comunicare il potenziale di trasformazione che sta dietro la non-espressione delle emozioni negative.