I monaci sono in piedi, in attesa. L’Abate entra, si fa il segno di croce sulla soglia, ed entra. Viene accompagnato in corteo all’estremità opposta della sala e viene aiutato a sedersi. L’assemblea si siede a sua volta. Una campanella suona e tutti si mettono a mangiare. In un attimo, la sala riecheggia del suono di centinaia di coltelli e forchette freneticamente agitate sui piatti. Solo i due ospiti non ortodossi, il mio amico ed io, si guardano l’un l’altro stupiti. Non eravamo sul Monte Athos?

La voce di un monaco, in piedi al tavolo dell’Abate, legge a voce alta in Greco, cercando di farsi strada nel clamore. “La Filocalia,” spiega il mio amico, notando il mio sguardo interrogativo. Gli ci vuole qualche momento per cogliere il significato delle parole, poi aggiunge con un certo imbarazzo, “passaggi sulla necessità di partecipare alla consumazione del pasto.”

Partecipare in che modo? I nostri monaci non prestavano attenzione né al loro pasto né ai loro meravigliati ospiti. Cominciamo a mangiare a metà del loro ritmo, scioccati dal contrasto tra la disciplina monastica associata a questo luogo e la realtà dei suoi distratti residenti. Il mio amico ed io abbiamo fatto considerevoli sforzi per venire qui. Abbiamo inavvertitamente costruito delle aspettative. Ora tali aspettative si stavano trasformando in giudizio. Avevo fatto tutta quella strada solo per giudicare? Se la lezione non consiste nella disciplina monastica, allora deve trovarsi altrove.

Ho deposto le posate e mi sono guardato attorno. Il Monastero del Grande Lavra fu il primo ad essere costruito sul Monte Athos un migliaio di anni fa. Questo refettorio è stato utilizzato da generazioni di monaci. Sarebbe ingenuo da parte mia aspettarmi che tutti loro siano giunti in possesso dello stesso livello di comprensione e di dedizione. Nel corso di mille anni, alcuni potrebbero aver prestato ascolto ai passi della Filocalia e averli seguiti, anche se nessuno sembrava farlo in questo preciso momento. Che cosa quindi potrebbe aver significato partecipare alla consumazione del pasto per i fondatori? Che cosa potrebbe aver significato per le persone che avevano costruito questo refettorio?

Il mio sguardo si posa sull’affresco che domina la sala dall’alto della parete dietro il tavolo dell’Abate. Gesù e i dodici discepoli seduti per l’Ultima Cena. Anche quella cena fu piena di clamore; Gesù aveva appena detto ai suoi discepoli che uno di loro l’avrebbe tradito. Indispettiti, tutti si erano dichiarati non colpevoli e avevano guardato con sospetto i propri vicini. Nel mezzo di quella confusione, Giuda allungava la mano per raggiungere il piatto di Gesù, in un gesto di auto-accusa.

“Perché avete la raffigurazione dell’Ultima Cena sopra di voi?” chiedo al monaco seduto accanto a me, interrompendone il ritmo.

Con la bocca piena e senza fare alcuna pausa, mi risponde, in un inglese stentato, “Noi, come loro.”


Un insegnamento può darci istruzioni, ma non può fare sforzi in nostra vece. L’applicazione è responsabilità nostra. Troppe istruzioni con troppo poca applicazione ci mette in posizione di stallo. Racchiusi tra le impalcature della conoscenza, i nostri muscoli si atrofizzano. Questa è stata la lezione da me appresa sul Monte Athos: le elevate mura della fortificazione indebolivano il monastero, i rituali da lungo tempo fissati ne indebolivano i monaci. I fondatori, che avevano scritto i passi del testo circa il partecipare alla consumazione del pasto, avevano affermato qualcosa che i contemporanei trascuravano. Non potevano vedere per gli ultimi arrivati ciò che i nuovi arrivati dovevano vedere di se stessi.

Per lo stesso motivo, anticiperemo la prossima presentazione sugli Esercizi intorno al Cibo mediante l’assegnazione di un esercizio preparatorio. Andate in un bar all’ora di pranzo. Ordinate qualcosa da bere e osservate le altre persone presenti. Lasciate categoricamente da parte ogni giudizio. Osservate gli altri come se steste studiando voi stessi. In base a quel che vedete, quali esercizi applichereste per mantenere la consapevolezza durante la consumazione di un pasto?