Che tipo di vino ti piacerebbe produrre nel tuo vigneto?

Un vignaiolo mira ad un sapore particolare. Concepito nel mese di gennaio, questo obiettivo guida la potatura del vigneto a marzo e determina il momento preciso per il raccolto in settembre. Regola la pressatura e la fermentazione dell'uva, la messa in botte e l'imbottigliamento. Le uve sono troppo dolci? Sono acide, secche o acquose? A seconda delle condizioni dell'anno, il raccolto può essere più o meno adatto al gusto finale desiderato, ma il vignaiolo deve comunque piegare la loro resa verso il proprio scopo, pur essendo alla mercé delle circostanze naturali.

Anche il nostro paesaggio psicologico è alla mercé delle circostanze. Una notte di buon riposo, un diverbio sul lavoro, una parola buona da un collega, un ingorgo nel traffico sulla strada di casa - questo annuvola o rasserena i nostri paesaggi interni in maniera imprevedibile. Come il vignaiolo non possiamo controllare queste circostanze ma possiamo piegarle verso il nostro obiettivo.

Durante il mese di settembre abbiamo osservato il raccolto delle nostre emozioni. Ogni giorno abbiamo percorso la nostra vigna, staccando un acino, premendolo tra pollice e indice, esaminando l'aspetto della buccia, la robustezza del frutto, il sapore della polpa, campionando il nostro raccolto per prevedere le sfide della nostra vinificazione. Abbiamo lavorato con quello che abbiamo osservato imparzialmente, resistendo all'urgenza di sostituire un'emozione con un'altra. La maggior parte dei membri ha scoperto un fatto sorprendente: la negatività è stata il nostro raccolto più frequente. "Siamo troppo noiosi, non abbastanza emotivi", ha detto Peter Ouspensky. "Questo è il motivo per cui il centro emotivo deve essere libero da emozioni negative, perché altrimenti usiamo tutta la sua energia con esse e non possiamo fare niente altro".

Il succo d'uva è una resa scarsa per un vigneto e la negatività è una resa scarsa per un centro emozionale. Le uve non vengono raccolte per il succo d'uva e non dovremmo neanche accettare un raccolto di negatività. Se lavoriamo con in mente un sapore finale, allora un raccolto impegnativo non deve necessariamente portare ad una bottiglia cattiva. A settembre abbiamo esaminato quel raccolto. Nel mese di ottobre, consideriamo cosa potrebbe servire per affinarlo in un delicato elisir. Quali emozioni accelererebbero il nostro lavoro se potessimo sperimentarle più spesso, più a lungo e in maniera più profonda?

In altre parole, quali tipi di emozioni ti piacerebbe che il tuo centro emozionale raccogliesse?

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