La finestra di Chartres di novembre rappresenta il lavoro dell’ingrasso del cinghiale con le ghiande in previsione dell’imminente macellazione. Tuttavia altri compiti derivano dai simboli qui presenti, che il nostro agricoltore dovrà compiere in preparazione del periodo improduttivo dell’anno che si sta avvicinando. Il cinghiale suggerisce la raccolta di foraggio per il bestiame. L'ascia suggerisce tronchi di legno per legna da ardere, e le ghiande suggeriscono semi per la semina. Queste sono tutte fatiche descritte anche in altre rappresentazioni medievali del Novembre. Abbiamo studiato il significato simbolico del foraggio a giugno al momento della raccolta del fieno. Abbiamo studiato il significato simbolico della legna da ardere durante il mese di febbraio. Focalizziamo il nostro lavoro di novembre sull'aspetto che deve ancora essere affrontato: il lavoro della semina.

Ora sarebbe il momento di seminare il frumento per il raccolto di giugno. Il frumento seminato ora metterà radici prima che il terreno si congeli, rimarrà dormiente durante l'inverno e maturerà quando il calore tornerà in primavera. Questo letargo calcolato è una delle caratteristiche principali di un seme: può sincronizzare la sua germinazione alle condizioni ottimali, sopravvivendo ai mesi freddi dell'inverno. Inoltre la maggior parte dei semi è dotata di un periodo di vita molto più lungo di un singolo inverno: se anche incontrano anni di siccità o freddo, possono aspettare pazientemente fino a quando le condizioni ottimali si ripresentano. Un seme di grano può resistere per centinaia di anni senza perdere le sue possibilità di sopravvivenza. Incapsula l'essenza del suo genitore in una sorta di sintesi che può sopportare l'inaspettato.

Come incapsuliamo i nostri raccolti interni in brevi e permanenti sintesi che possano sopportare l'inaspettato?

Il primo passo è quello di rivedere i raccolti. Quali sono state le nostre verifiche più importanti nei movimenti e nelle sensazioni fisiche durante i lavori di maggio e giugno? Quali sono state le nostre verifiche più importanti sul centro intellettuale e le sue ripetizioni durante le prove di luglio e agosto? E quali sono state le nostre verifiche più importanti sulle emozioni durante le prove di settembre e ottobre? Quanto meglio riusciremmo a governare noi stessi, se al momento della prova potessimo richiamare quelle verifiche semplicemente schioccando le dita! Quanto meglio potremmo resistere alla pulsione di affrettarci se avessimo sulla punta delle nostre dita le nostre verifiche sulla fretta, o tenere a freno la voglia di sognare ad occhi aperti se avessimo a portata di mano le nostre verifiche relative all'immaginazione, o lottare con la negatività se avessimo a disposizione come un asso nella manica le nostre verifiche sulle emozioni!

“Se vuoi avere la tua intenzione avvolta e condensata in una sola parola, affinché tu possa sostenerla meglio, scegli una breve parola di una sillaba”, consiglia l'autore di un lavoro medievale intitolato La Nube della non Conoscenza, “questa è meglio di una parola di due sillabe, poiché più breve è, più è d'accordo con l'opera dello spirito. Una parola di questo genere, è la parola 'Dio', o la parola 'Amore'. Scegli quello che vuoi, o un altro come ti piace, qualunque cosa preferisci di una sillaba e stringi questa parola al tuo cuore . Questa parola deve essere il tuo scudo e la tua lancia, sia che in tempo di pace che in guerra".

Le nostre abitudini si manifestano sempre inaspettatamente e nell'immediatezza del momento. La negatività spalanca la nostra porta senza preavviso, non ci lascia tempo per correre alla nostra biblioteca, trovare sullo scaffale La Quarta Via, cercare nel suo indice Emozioni Negative e trovare metodi da applicare per la non-espressione. Dobbiamo agire ora, correre verso l'altro lato della fune e tirare: contro il senso dell'ingiustizia, la convinzione del diritto, l'illusione di essere giusti - o qualunque altra cosa dia il permesso alla nostra pulsione di sfogare la rabbia. Se, quando siamo nell'occhio del ciclone, riuscissimo a ricordare tutto ciò che abbiamo verificato sulla negatività e sofferto a causa sua, questi ricordi infonderebbero sui nostri sforzi insegnamenti e ispirazioni preziose. Così, dopo aver riesaminato le nostre verifiche sui raccolti di quest'anno, la seconda fase del lavoro di novembre è formulare una serie di comandi che li abbrevia - comandi monosillabici, se vogliamo seguire i consigli impartiti nel libro La Nube della non Conoscenza. Queste sillabe saranno i semi del nostro raccolto. Se non troverete la giusta parola monosillabica, potrete anche utilizzare la lingua inglese prendendo a prestito i termini suggeriti nella comunità internazionale.

L'efficacia di un nuovo comando non è immediata. Proprio come l'apprendimento di una nuova parola, la paziente ripetizione le attribuisce un peso crescente. "Un uomo pensa a cosa significhi ‘essere’ ", dice George Gurdjieff. " È possibile ‘essere’ in modi diversi. Vuole ‘essere’ non solo nel senso dell'esistenza ma nel senso più pieno della parola. La parola ‘sii’ (to Be) per lui acquisisce peso, un nuovo significato". In questo spirito il terzo e ultimo passo del lavoro di novembre è quello di attribuire un peso ai comandi da noi scelti, che può essere raggiunto solo applicandoli ripetutamente e pazientemente nel momento della prova. La ripetizione gradualmente assegna loro il proprio significato designato.

Se sei nuovo a questo insegnamento, concentrati esclusivamente sull'assegnazione della parola "Sii" ai tuoi sforzi per ricordarti di te stesso. Ogni volta che tenti di ricordarti di te, intona in silenzio il comando 'Sii' nel tentativo di coniugare questo nome allo stato emozionale corrispondente. In un primo momento questo potrebbe sembrare inutilmente intellettuale, ma con il tempo e la ripetizione questa singola parola sarà "il tuo scudo e la tua lancia in pace o in guerra". Se hai esperienza con questo insegnamento e hai applicato questa tecnica in precedenza, attribuisci comandi monosillabi ad ognuno dei tre principali raccolti di quest'anno: un comando per lavorare sulle abitudini fisiche, un altro per lavorare sulle abitudini intellettuali e un terzo per lavorare sulle abitudini emozionali. Limitatevi a tre: troppi comandi potrebbero far sprofondare il vostro lavoro nel centro intellettuale e farvi mancare lo scopo del lavoro di novembre.

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Responses

  1. Meoli Vincenzo

    Il mestiere di questo mese mi aiuta a fare delle verifiche sul lavoro fatto i mesi precedenti.
    Rivedere i raccolti mi stimola a comprendere cosa è successo i mesi scorsi.
    Cercare una parola che mi aiuti a lavorare in modo diretto nelle varie situazioni che incontro in una giornata.
    Una parola che mi aiuti a superare le abitudini sul centro istintivo, sul centro emozionale, sul centro intellettuale.
    Provare a sviluppare un io di lavoro per ogni situazione.
    Cercherò di annotare ogni giorno l’io di lavoro con cui lavorerò e poi proverò a comunicare le difficoltà che avrò incontrato.
    Grazie Asaf.
    Vincenzo.

  2. Paolo Meoli

    Ho da poco ricevuto una notizia che non mi aspettavo. Pensavo di cominciare un tirocinio con un piano, ma molto probabilmente quel piano non si potrà realizzare come lo avevo pensato. Da questo mi sembra sempre più chiaro che la nostra immaginazione anticipa sempre la realtà. Così all’avvenire di questo imprevisto ho sentito come un senso di perdita, come se fossi stato sconfitto, come se una parte di me, in un senso simbolico, fosse morta. Sicuramente il mio ritratto immaginario di quella attività di tirocinio sta morendo. In questo stato di apparente sconfitta il comando che mi sembra più opportuno è “Hope” – “Speranza”. Quando la realtà non è come ce la immaginiamo soffriamo. Ma la mia speranza è che al di là della nostra immaginazione risiede la realtà. Una realtà che può essere interiorizzata solo per mezzo della sofferenza. Oggi quindi il mio comando è Hope che la vivo come una emozione che mi porta molta comprensione di come la sofferenza può essere uno strumento di conoscenza del reale. La speranza di una futura e più reale visione.

  3. Fabrizio Agozzino

    Ho notato, sia in me stesso che negli altri, la cattiva abitudine di parlare – spesso non bene – di persone che non sono presenti nella stanza. Ho deciso di nominare questa tendenza ‘Jago’, come il carattere principale dell’Otello di Shakespeare. Con questo nome intendo comandare al mio maggiordomo di fermare immediatamente una parte di me, qualsiasi essa sia, quando osservo che sto per cominciare o ho già cominciato a parlare di persone che non sono presenti.

    Fabrizio A.

  4. Mara Pilato

    Grazie Asaf.

    Se sono in tensione e mi accorgo di essere in apnea, per il centro istintivo utilizzo “In” e “Ex”.
    In mi riporta all’inspiro,
    Ex all’espiro.
    Quando il centro motorio fa movimenti frettolosi o nervosi, utilizzo “Stop’.
    Se sono in immaginazione il “Qui” mi aiuta ad essere presente a quel che sto facendo.
    Per il mio centro emozionale sto utilizzando la parola “Life”.

    1. Mara Pilato

      Sto verificando che anche la parola ‘Love” e’ utile al mio centro emozionale.
      Osservo che questo io di lavoro fa crescere in me dolcezza e amorevolezza verso gli altri. Quando riesco ad aprire il cuore sento che dentro di me qualcosa cambia, e di riflesso anche ciò che sta fuori.

  5. Meoli Vincenzo

    Caro Asaf,
    dopo alcuni giorni di osservazione ho scelto i tre comandi
    per i tre centri.
    Per il centro Motorio ho scelto la parola Adagio.
    Per rallentare i miei movimenti.
    Per il centro Intellettuale ho scelto la parola Riflettere.
    Per riflettere prima di prendere una decisione.
    Per il centro Emozionale ho scelto la parola Accetta.
    Accettare emozionalmente ogni situazione.
    Un Abbraccio.

  6. MILENA

    ciao a tutti
    sono nuova di questo gruppo Leggo Gurdjeff da molti anni anche se non applico il suo metodo Mi piacerebbe molto inizare a farlo
    Seguo vari percorsi da 40 anni
    Nei miei momenti di sofferenza io applico la parola volontà e arresa al divino
    qUESTO MI AIUTA A NON DIVENTARE APPRENSIVA QUANDO SO CHE VOGLIO ANDARE IN UNA DIREZIONE MA LE COSE ESTERNE NON SONO ANCORA PRONTE
    Quando succede qualcosa che non riesco a controllare come la paura uso la parola forza
    Sarei grata a chi mi da suggerimenti
    Immensamente grata
    Milena

  7. Mara Pilato

    Prima dell’Eucaristia vengono pronunciate le seguenti parole:
    “Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di soltanto una parola ed io sarò salvato”.
    Ho commesso questa citazione all’utilita’ degli “io” di lavoro, perché ci possono salvare dall’immaginaziobe, dall’identificazione, dalla nostra meccanicita.