Il benessere del cosmo indù si basa sulla lotta tra bene e male. Finché dei e demoni si contrappongono ininterrottamente gli uni agli altri, il cosmo in cui abitano rimane sano, ma se il male prende il sopravvento, il suo benessere è minacciato. In questi momenti, un Dio di ordine superiore deve intervenire per ristabilire l’equilibrio e preservare il cosmo. Questa “dio-conservatore” è Visnù, che periodicamente si incarna sotto diverse spoglie, in funzione del male che intende contrastare. Secondo la tradizione, si sono già verificate nove incarnazioni di Visnù, mentre la decima deve ancora avvenire.

Come all’esterno così all’interno: se mi trovo impaludato in “io” di preoccupazione circa il mio futuro, o in “io” di giudizio circa il mio vicino di casa, o in “io” di indulgenza nei confronti di me stesso, allora i miei demoni hanno la meglio sui miei dèi. L’equilibrio viene disturbato fino a quando non introduco una forza contraria – un atteggiamento, uno sforzo fisico, un atto di osservazione esterna – che sottragga energia a questi “io” negativi, indebolendoli. Se questa forza riesce a controbilanciare la negatività, allora l’ordine del mio micro-cosmo viene ripristinato. Ma dal momento che gli “io” sono dinamici – ieri era preoccupazione, oggi è pregiudizio, domani è autocommiserazione – non ci si può aspettare che la pillola che ha funzionato ieri funzioni oggi. Devo adattare il mio impegno, così come Visnù adatta i suoi avatar.

Dal momento che il rimedio è dinamico, l’intelligenza che amministra il rimedio deve essere anch’essa dinamica. Ciò richiede l’intervento di un dio di ordine superiore – una facoltà dominante o Padrone – che tenga le dita sul polso del cosmo, e proponga il rimedio ottimale al suo disequilibrio. La pillola è lì, ed è solo questione di continuare a cercarla, finché non la si trova. Questo significa che per contrastare i gruppi difficili di “Io”, devo adottare l’atteggiamento per cui non esistono problemi irrisolvibili, bensì soluzioni non trovate.

Visnù – a quanto pare – è un maestro, in questo atteggiamento. Nove volte prima d’ora si è incarnato per ristabilire l’equilibrio tra il bene e il male, ogni volta in forma diversa, unica. Prima, come pesce Matsya, ha aiutato i Veda durante il diluvio primordiale. Poi, come tartaruga Kurma, ha sostenuto il monte Mandara durante la grande zangolatura. In seguito, come cinghiale Varaha, ha salvato i Veda dalle profondità paludose. Successivamente, come uomo-leone Narasimha, ha messo in fuga il re malvagio Hiranyakashipu.

VamanaIl nano Vamana rappresenta il quinto intervento di Visnù, verificatosi durante il regno di re Bali. Bali governa correttamente ed è amato dal suo popolo, ma la sua ambizione minaccia gli dei. Dopo aver esteso il suo regno per quanto gli era possibile sulla terra, volge le sue ambizioni di conquista verso il cielo. Viene quindi decretato che Visnù si incarni per fermare tale tentativo. Il dio-conservatore si avvicina al re nelle sembianze di un bramino nano e chiede in dono tre passi di terra. “Quanto grandi” pensa re Bali “possono mai essere i passi che un nano è in grado di fare? ” Ma non appena il re accondiscende alla richiesta di Vamana, il nano cresce fino a dimensioni gigantesche e con due passi copre la terra e i cieli, conquistando il regno di Bali e restituendolo agli dei.

Visnù, pertanto, deve adattarsi per risolvere i problemi cosmici. In modo simile, il nostro Padrone deve tenere le sue dita sul polso del nostro cosmo per sostenerne l’ordine. Se sto incontrando difficoltà nel separarmi da un gruppo difficile di “io” non è perché questi siano irrisolvibili, ma perché non sono ancora riuscito a trovare il rimedio ottimale per controbilanciarli.

Quali sono i demoni che state cercando di controbilanciare?