Il nostro autista ha fatto un errore. La macchina adesso è bloccata in una corsia e sta provando ad immettersi in un’altra. Fino a quando la nostra meta non si libera, siamo costretti pericolosamente a bloccare il traffico in avvicinamento. Le macchine corrono verso di noi. Ad anticipare l’impatto avverto un brivido insinuarsi alla base della mia spina dorsale fino ad arrivare in cima alla mia testa. “Che folle decisione”, dico a me stesso, ma in questo momento di pericolo mortale, cercare una colpa sembra essere più folle della follia dell’autista. Che importanza trovare il colpevole se stiamo per morire?

“Non c’è tempo per giudicare”, dice un altro pensiero; “Ora guarda soltanto”.

Le macchine che corrono verso di noi stridono frenando. Vedo il loro posteriore alzarsi e il paraurti anteriore girarsi. Ancora qualche altro stridio dalle macchine dietro e altri ancora dalle macchine che abbiamo bloccato nel mezzo della strada. Poi un silenzio carico di emergenza. Vedo i guidatori spaventati attraverso il parabrezza. Sembra non ci sia stata alcuna collisione. La loro preoccupazione si tramuta presto in rabbia. Suonano il clacson, urlano, e gesticolano all’impazzata dicendoci che siamo pazzi. “Non reagire, soltanto guarda”, persiste la voce, contraria all’istinto.

La corsia di fronte a noi si libera e noi ci immettiamo, il traffico da entrambi i lati riprende il momentum. Anche questo momento è passato, come acqua sotto un ponte. Ancora ardente dall’adrenalina, penso a come la morte imminente abbia messo sotto una luce completamente nuova le reazioni umane. Qual è lo scopo della negatività? I guidatori l’hanno espressa per evitare la collisione? Lo scontro sarebbe ovviamente avvenuto a prescindere dalla loro rabbia. L’hanno espressa per stabilire di chi fosse la colpa? La nostra era chiarissima indipendentemente dalle loro imprecazioni. No, lo scopo della negatività non è quello di prevenire o accusare, ma di rilasciare; per scaricare il momento della sua forte pressione.

Nel corso delle nostre vite, la negatività richiama in una moltitudine di momenti. Larga e cieca è la via che guarda attraverso il giudizio. Stretta ed intenzionale è la via che vede attraverso l’osservazione. Bisogna evitare l’espressione delle emozioni negative non perché sono cattive, o fanno male, o persino perché sono inutili. Bisogna evitare l’espressione delle emozioni negative, perché questa è la via stretta per scoprire la lezione del momento.

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