La natura fluttua. Una stagione offre poco e un'altra dona molto. Se non fosse così, l'uomo vivrebbe in natura esattamente come Adamo ed Eva: in paradiso, godendo liberamente dei suoi frutti. "Nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo", dice il libro della Genesi (2:5) descrivendo così un giardino in abbondanza che si sostiene da sé. La natura farebbe tutto il lavoro e l'umanità vivrebbe indisturbata, mangiando, bevendo e vivendo spensierata tutto l'anno. Invece, l'irregolare generosità della natura forza a prepararsi durante i periodi di festa in previsione dei momenti in cui ci sarà carestia. La natura costringe l'uomo a coltivare ed allevare.

Nell'emisfero settentrionale, la natura riceve il massimo della luce e del calore durante giugno. Il 20 di giugno il solstizio marcherà l'inizio dell'estate, il giorno più lungo dell'anno. Fino ad ora l'agricoltore ha permesso al suo bestiame di pascolare liberamente nei campi (vedi il cavallo nel mestiere di maggio) ma da adesso in poi, quell'erba dovrà essere messa da parte al fine di sostenere il bestiame durante l'inverno. Lo stesso principio vale per ogni coltivazione: ciò che eccede deve essere messo da parte per usi futuri; un processo che inizia con la raccolta.

La sequenza dei mestieri a Chartres mostra tre tipi di raccolta: fieno, grano e uva. Il fieno è raccolto a giugno, il grano a luglio e l'uva a settembre. Il fieno sostiene il bestiame, il grano e l'uva sostengono l'uomo. Sicuramente ogni agricoltore medievale in Europa avrebbe dovuto raccogliere molto di più per sopravvivere, o quanto meno ottenere di più barattando i suoi prodotti con altri agricoltori, tuttavia questi tre raccolti sono stati scelti dagli artisti di Chartres per rappresentare tre forme archetipiche di nutrimento per il microcosmo uomo. Il fieno rappresenta il nutrimento per il corpo (che il microcosmo uomo condivide con il mondo animale), il pane rappresenta il nutrimento per la mente e il vino rappresenta il nutrimento per il cuore. Questi tre alimenti rappresentano una dieta completa, “...che tocca tutti i lati dell'essere umano simultaneamente” come ha detto Gurdjieff distinguendo il lavoro nella 'quarta via' dalle altri tre, che portano armonia nel microcosmo uomo.

Anche il microcosmo uomo fluttua, oscillando costantemente tra luce e oscurità, tra distacco ed identificazione, da certezza e dubbio, su una scala del tempo molto più veloce del microcosmo della natura. “La nostra comprensione fluttua costantemente in alto e in basso...”, ha detto P. Ouspensky, “...in un momento comprendiamo di più, in un altro di meno. Se potessimo osservare queste differenze... potremmo anche realizzare che c'è una possibilità di trattenere questi stati di consapevolezza più alti”.

Come conservare la mia comprensione? Devo prima considerare le mie fluttuazioni. Bevendo il mio caffè di mattina, ho più 'relatività' rispetto alle sfide che mi aspettano più avanti nella giornata, quando il mio capo mi costringerà a lavorare qualche ora extra. Passeggiando con il mio cane per la città, ho una pace interiore maggiore di quando rientrando in casa trovo i miei figli che schiamazzano senza sosta. Se non 'lavoro' durante la calma di una stagione, non poso aspettarmi di essere in grado di fronteggiare il lavoro durante la tempesta. Bisogna lavorare quando si può in modo da poter lavorare quando si deve. Ogni volta faccio lo sforzo di 'essere', e così facendo rendo giustizia a tutti i precedenti 'lavori' applicando tutto il mio 'essere' al momento presente. Conservo la raccolta della mia comprensione mettendola perpetuamente in pratica, ora

Giugno ci invita a rivedere le nostre comprensioni rispetto al corpo fisico a conservarle altrimenti marciranno e andranno perse. Da quando avete formulato il vostro scopo all'inizio di gennaio quest'anno (o da quando avete cominciato a lavorare) cosa avete compreso rispetto al corpo fisico e la sua relazione con il vostro scopo? Se non applicate quello che avete compreso allo sforzo di essere presenti, allora state trascurando il vostro raccolto. Cosa avete imparato rispetto alla fretta, all'essere presenti mentre mangiate o allo sforzo necessario per superare la fatica fisica?

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