Questi articoli sono ispirati da quanto scritto e pubblicato da Asaf Braverman sul sito della Be Period. Per leggere l'ultimo articolo in relazione al mestiere di giungo cliccate qui.

Uno degli aspetti più importanti trattati nel ‘sistema’ è quello della comprensione. Comprendere non è una prerogativa unica alla ‘quarta via’ ma è certamente uno degli aspetti che la definisce maggiormente.

Ogni ‘ricercatore’ che desidera evolvere attraverso i principi della ‘quarta via’, utilizza la vita ordinaria come il proprio campo di battaglia, un mezzo per raggiungere i propri scopi e non come una limitazione ad essi.

Diversamente da un monaco o un fachiro, lo studioso della ‘quarta via’ non ha una cella dove ritirarsi o un luogo dove ‘scomparire’. Egli, ovunque si trova, dovrà far fronte alle faccende quotidiane incluse le questioni insolute della propria esistenza, e prendersene cura. Questo è il principio del 'buon padre di famiglia'. Il monaco abbandona la vita, il fachiro la ignora, ma lo studente della ‘quarta via’ deve imparare a 'trascendere' le esperienze che la vita gli presenta.

Le più grandi sfide ad un allievo della 'quarta via' si presentano nella metro, mentre guida nel traffico, al supermercato mentre fa la spese, mentre fa l’amore con il proprio compagno o compagna, mentre mangia o parla. Sono sfide perché ci si identifica molto facilmente con queste 'attività'. Non si rinuncia a vivere, né si cerca di fuggire da queste situazioni o da altre più complesse, ma al contrario, come un vero stratega l'allievo considera quali siano gli strumenti a sua disposizione più efficaci e li utilizza al meglio, facendo tesoro dell'esperienza acquisita.

Utilizzare gli strumenti a propria disposizione e fare esperienza è un aspetto della 'raccolta'. Personalmente chiamo questo processo 'sintesi'.

Se, ad esempio, ho osservato che divento molto negativo mentre sono nel traffico, come prima cosa devo accettare questo come un dato di fatto che tuttavia può essere cambiato con il giusto atteggiamento interiore. Un modo pratico di lavorare potrebbe essere quello di stabilire una serie di scopi atti a ricordarmi dello scopo più grande che è essere presenti “sempre ed ovunque” come ha detto Gudjuvani. Ogni volta che osservo che sto per diventare negativo o che non sto portando avanti uno degli esercizi che ho stabilito in anticipo, comincio da capo, e ritorno al momento presente. Questo modo di lavorare implica di aver fatto tesoro delle passate esperienze, di desiderare di essere nel momento presente sopra ogni cosa ma anche avere la capacità di pianificare con cura le proprie strategie in relazione ad eventi futuri che abbiamo verificato essere aree grigie in relazione alla 'presenza'.

Questo tipo di lavoro, se portato avanti con sincerità e se gli sforzi sono costanti, non può non produrre risultati: non è scientifico, ma è certamente matematico. Uno di questi risultati, o fatti, è la comprensione. Più lavoro su di me, più verifico per me stesso che quanto il sistema afferma è parzialmente oggettivo, tanto più sarò in grado di guadagnare dai miei esperimenti. La comprensione non è materia statica; essa è connessa alla consapevolezza, il che vuol dire che anche la comprensione fluttua. Tuttavia, la comprensione crea memoria e questa può essere di grande aiuto quando il mio stato di consapevolezza è basso e non riesco nemmeno a ricordare del 'perché' stia facendo determinati sforzi. La comprensione, se sufficientemente forte, può essere la terza forza invisibile e positiva che ci riporta sulla giusta strada quando più ne abbiamo bisogno.

Richiedere un atto di fede, nella quarta via, significa ricordare che una volta si è compreso qualcosa che ora non si comprende più. Quando comprendiamo una cosa, non è per sempre. Di tanto in tanto dobbiamo ritornare su quella comprensione e nutrirla, come una piantina, fino a renderla 'permanente' ed indipendente dalla nostra volontà. Ci sono alcune comprensioni che, almeno per esperienza diretta, non possono essere più perse, a meno che uno non sia completamente negligente con il proprio lavoro interiore per un certo periodo di tempo. Non ci può essere una comprensione definitiva, ma solo un punto saldo da cui ripartire ogni volta. Quando chiedo a mia figlia quanto fa 7X8, se non lo sa, allora le chiedo quanto fa 7X7, e così via, fino a quando non arriviamo a quella che ho definito l'isola felice della tabellina, che normalmente è 7X5.

Ciò che è vero oggi, e che ho verificato ieri, è solamente un gradino verso una comprensione più grande. Ad esempio. Decido che mentre sono nel traffico ascolterò musica classica perché ho 'verificato' che questa mi aiuta a rilassarmi. Questo scopo mi aiuta per qualche settimana o mese, tuttavia, ad un certo punto mi rendo conto che, da un certo punto di vista sono molto meno negativo rispetto a prima ma anche che la musica è diventata un 'respingente' a ciò che mi circonda, incluso il traffico. Il punto, di fatti, non è eliminare la pressione, ma trasformarla. La musica classica quindi, ha avuto un ruolo importante per aiutarmi a vedere un altro aspetto del Lavoro, ma non era la 'soluzione'. Questo lavoro richiede costante evoluzione ed adattamento. Il buon padre di famiglia comprende questo fatto e ne accetta le conseguenze esattamente come accetta che se non andrà a lavorare e non giustificherà la sua assenza, potrà essere licenziato. Il lavoro interiore deve essere trattato con altrettanta schiettezza, semplicità e chiarezza di intenti: i risultati sono direttamente proporzionali agli sforzi fatti.

Domanda: “ I tre centri lavorano spesso simultaneamente?”.

P.D. Ouspensky: “Si, ma simultaneamente può avere diversi significati. E' assai raro che essi lavorino simultaneamente sullo stesso soggetto... comprendere è una funzione combinata di tutti i centri. Separatamente, ciascun centro può soltanto sapere; allorché essi mettono assieme tutto il loro sapere, ciò da conoscenza. Per comprendere qualcosa uno ha bisogno perlomeno di tre centri”.

La Quarta Via

Mi farebbe piacere ricevere commenti sulle vostri 'sintesi': che cosa avete compreso in questo periodo che ha cambiato il vostro modo di lavorare? C'è una comprensione in specifico che pensate sia difficile ritenere? Quali sono gli esercizi 'combinati' che vi aiutano a comprendere?

Mercoledì 14 giugno, i membri della Be Period Italia avranno un incontro intitolato 'comprensione' ed utilizzeremo tutte le esperienze e comprensioni che verranno condivise nell'articolo.

Di seguito alcuni esercizi connessi al centro istintivo-motorio con cui sperimentare. Possono essere portati avanti singolarmente o in combinazione ad altri esercizi/scopi. Sarebbe utile ricevere dei vostri commenti in relazione a questi esercizi per sapere cosa hanno 'prodotto'.

CENTRO ISTINTIVO

- cena intenzionalmente con tovaglia, salvietta, posate, bicchiere e sedendo.
- fai piccoli bocconi.
- prova a lasciare l'ultimo boccone nel piatto senza mangiarlo, né offrirlo ad altri.
- sii consapevole del respiro.
- non fissare a lungo le persone.
- permetti agli altri di servirsi prima di te il cibo o il vino.
- servi agli altri il cibo o il vino.
- aiuta a cucinare, e se non puoi, prenditi cura del riordino.
- non sederti da solo mentre mangi ma dividi lo spazio fisico con qualcuno Se sei solo non guardare la TV mentre mangi.
- se sei ospite, porta sempre un 'pensiero'. Se non lo hai portato 'condividi' le spese.
- leggi al mattino (prima della colazione se possibile) almeno una pagina di uno degli autori della 'quarta via'.
- non lasciare la tavola mentre uno sta ancora mangiando.
- mangia lentamente.
- evita di interrompere una persona mentre parla e non parlare con il boccone in bocca.
- o mangi, o parli.
- se uno ti parla mentre mangi, fermati e ascolta.
- prova una volta ogni due settimane a saltare la cena.
- non indurire gli occhi. Cerca di mantenere una espressione facciale morbida.
- se qualcuno dice qualcosa che non ti piace, aspetta prima di rispondere. Poni qualche domanda per cercare di vedere se hai compreso bene e rifletti.
- sii gentile con gli animali e oggetti inanimati.
- sii consapevole del tuo corpo quando tocchi le altre persone.
- chiudi le ottave: getta via le cose vecchie che non usi più o regalale.


CENTRO MOTORIO

- evita inutili movimenti con le mani e i piedi.
- evita andature goffe.
- evita espressioni facciali o rumori che indicano un stato interiore negativo (sbuffare, alzare gli occhi al cielo, sospirare...).
- non gesticolare.
- non annuire mentre ascolti.
- evita movimenti senza scopi (mettere le mani nei capelli, nelle tasche, arricciare i capelli, grattarsi...).
- non tendere i muscoli del corpo inutilmente.
- finisci le ottave in cucina: lava, asciuga, rimetti ogni cosa a posto, spazza per terra, lava il pavimento.
- sii pulito: vestiti ed igiene intima.
- lascia gli spazi come li hai trovati.
- prova a lasciare gli ambienti meglio di come li hai trovati (anche facendo una piccola cosa in più).
- sii invisibile mentre cammini o prendi parte ad una conversazione.
- completa le ottave (in generale).
- considera lo spazio delle altre persone e stai attento a quanto rumore fai la mattina o la sera.
- evita il parlare inutile.
- arresta i pensieri.
- prova a salire le scale un gradino alla volta.
- chiudi le ottave: getta via le cose vecchie che non usi più o regalale.
- per un periodo prova ad essere consapevole di una mano, un piede. Bevi la tua bevanda preferita con la mano opposta che normalmente usi.
- finisci un ottava prima di cominciarne un'altra, sii ordinato.
- non incrociare le gambe o le braccia mentre parli o ascolti.

Grazie,

Fabrizio Agozzino

Disegno by Mayra M.: donna nuda e cavallo

 

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