Osservare il centro motorio

Osservare il centro motorio

Il centro motorio svolge un ruolo importante nella dispersione di energia discussa durante il lavoro di marzo. Dissipa l’energia attraverso la fretta non necessaria, i discorsi inutili, il mormorio interiore e molti altri movimenti superflui, fisici o astratti. Attraverso questo movimento involontario sostiene anche un impulso psicologico che inibisce la coscienza perché è impossibile Essere mentre si è immersi in un flusso di azione inconscia. Per questo il lavoro di giugno ci invita ad osservare le azioni inconsce eliminando quelle non necessarie e trovando modi creativi per eseguire quelle che sono necessarie in modo più consapevole.

Osservare il Centro Istintivo

Osservare il Centro Istintivo

Il centro istintivo è responsabile della sopravvivenza del nostro corpo fisico, sia su base giornaliera che nell’arco della nostra intera vita. Ogni giorno fa in modo che mangiamo, beviamo, respiriamo, riposiamo e così via per mantenere il corretto funzionamento del nostro corpo. A questo livello la sua attività può essere osservata fotografando “Io” di fame, sete, stanchezza, vigore, ecc. Tuttavia, se questi “Io” non vengono prontamente placati influenzano velocemente il resto della nostra psicologia generando malumore, frustrazione, impazienza ecc. Queste conseguenze indirette del nostro centro istintivo sono più sottili e difficili da osservare. Il più sottile di tutti è il senso di conservazione a più ampio raggio del nostro centro istintivo che monitora il nostro dispendio energetico, calcola con chi potrebbe essere utile associarsi e in generale determina come procedere sulla nostra vita in un’ottica di migliore sopravvivenza. Facendo questo si intromette nella giurisdizione di tutti gli altri centri, spingendo Ouspensky a concludere che il centro istintivo è la “mente dietro a tutto il lavoro dell’organismo, una mente completamente diversa dalla mente intellettuale”.

Piccoli sforzi

Piccoli sforzi

“Parlando in generale, perdiamo l’opportunità di fare piccoli sforzi” dice Peter Ouspensky. “Li trascuriamo, non li consideriamo abbastanza importanti. Eppure possiamo aumentare la nostra capacità di compiere sforzi soltanto facendo questi piccoli sforzi che trascuriamo”. Per questo motivo, il Lavoro di Aprile ci invita ad espandere la disciplina che abbiamo introdotto a marzo in altre aree che compongono la nostra giornata. Queste aree saranno momenti senza pretese, momenti di routine, momenti di transizione da un capitolo ad altro della nostra giornata, momenti che normalmente butteremmo via perché non li consideriamo importanti. Ma l’area coltivata dal contadino è limitata e anche il nostro tempo lo è. Dobbiamo coltivare con prudenza ogni angolo del nostro essere per riuscire a cambiare il nostro livello d’essere. “Gli avvenimenti all’apparenza insignificanti spesso sono pieni di grande importanza” disse Sofocle; “l’uomo prudente non trascura nessuna circostanza”.

Fermare le perdite

Fermare le perdite

Osservare le nostre abitudini come perdite di energia le pone sotto una luce più impersonale: divento irritabile non perché sono una persona cattiva ma perché ho troppa energia inutilizzata, tendo a preoccuparmi non perché sono una persona ansiosa ma perché ho troppa energia inutilizzata, mi concedo di sognare ad occhi aperti non perché sono una persona poco pratica ma sempre perché ho troppa energia inutilizzata. Per ricordarmi di più di me stesso – più frequentemente, più a lungo e più in profondità – queste perdite dovranno essere fermate. E poiché inizio la mia giornata con gli accumulatori completamente carichi, esse devono essere osservate e fermate in particolare all’inizio della giornata. Se “conquisto” la mattina farò una buona partenza e fisserò uno standard migliore per il resto della giornata.

Auto-Osservazione

Auto-Osservazione

Il mese scorso abbiamo ripreso in considerazione il nostro desiderio di risvegliarci e ci siamo impegnati a esprimerlo in un obiettivo pratico. Le risposte degli studenti hanno ruotato attorno a schemi psicologici ricorrenti che impediscono il risveglio. Alcuni dei propositi formulati riguardano la paura, altri riguardano la considerazione interiore e altri l’abitudine a giudicare. Poiché normalmente pensiamo agli obiettivi come mete da raggiungere, potremmo aspettarci che dopo un anno di lavoro il timoroso diventi coraggioso, chi vive di considerazione interiore diventi sicuro di sé e colui che giudica compassionevole. Quando scendiamo realmente alle radici della nostra psicologia, tuttavia, scopriamo che le nostre più profonde abitudini psicologiche non si piegano con facilità. Non possono essere modificate senza conseguenze involontarie. Se coloro che hanno paura si costringono con uno sforzo a frenarla, non diventano solo coraggiosi, ma anche ostinati e irrispettosi. La sconfitta della propria paura ha portato alla luce una manifestazione nuova e ugualmente problematica. Sostituire una forma di sonno con un’altra non può valere come risveglio. Pertanto, il passo successivo alla definizione degli obiettivi ci invita a cambiare il modo in cui li pensiamo. Piuttosto che eliminare le abitudini che inibiscono il nostro risveglio, possiamo trasformarle in qualcosa di utile? Possiamo usare la nostra psicologia per accendere il fuoco della consapevolezza?

Definire i propri scopi

Definire i propri scopi

“Cosa desideri?”.
“Vorrei conoscere me stesso”:
“Come si manifesta l’ignoranza verso te stesso?”.
“In molti modi”.
Uno scopo troppo grande e vago non è pratico. Se ad esempio il mio scopo vorrebbe essere
quello di smettere di parlare inutilmente, dovrei trovare un argomento specifico da evitare. Se mi
piacerebbe diventare più sensibile verso altri, allora dovrei concentrarmi su una persona in
specifico. Se mi piacerebbe smettere di giudicare tutti, allora dovrei concentrarmi su un aspetto
specifico del mio ‘giudizio’. La guerra alle abitudini è portata avanti e vinta attraverso piccole
battaglie, momento dopo momento. Dobbiamo vincere piccole battaglie per avere la meglio
sulla guerra. Avanziamo nella ricerca della conoscenza di sé cercando di essere precisi con i
nostri scopi ed avendo chiaro il motivo per cui stiamo cercando di conoscere noi stessi. Solo
con questa chiarezza il nostro scopo potrà fungere da guida ed essere d’spirazione.

Dicembre 2017

Dicembre 2017

Il primo di gennaio, la nostra comunità ha fissato l’obiettivo di sovrapporre l’insegnamento della Quarta Via ai mestieri del mese. Avendo completato il primo ciclo, possiamo vedere come il Lavoro cresce se aggiungiamo qualcosa ogni giorno. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno riposto la propria fiducia in questo esperimento, che hanno insistito nell’applicare il significato interiore di ogni lavoro e le cui verifiche personali hanno contribuito a rendere viva questa Scuola. Mi sembra che abbiamo dato un degno contributo alla Quarta Via, e già questo è motivo di festa.
Brindiamo quindi – come il nostro contadino interiore a dicembre – al percorso tracciato dai nostri predecessori e alla loro eredità grazie alla quale apriremo la strada alla Quarta Via nel ventunesimo secolo.

Novembre 2017

Novembre 2017

L’efficacia di un nuovo comando non è immediata. Proprio come l’apprendimento di una nuova parola, la paziente ripetizione le attribuisce un peso crescente. “Un uomo pensa a cosa significhi ‘essere’ “, dice George Gurdjieff. ” È possibile ‘essere’ in modi diversi. Vuole ‘essere’ non solo nel senso dell’esistenza ma nel senso più pieno della parola. La parola ‘sii’ (to Be) per lui acquisisce peso, un nuovo significato”. In questo spirito il terzo e ultimo passo del lavoro di novembre è quello di attribuire un peso ai comandi da noi scelti, che può essere raggiunto solo applicandoli ripetutamente e pazientemente nel momento della prova. La ripetizione gradualmente assegna loro il proprio significato designato.

Ottobre 2017

Ottobre 2017

Il succo d’uva è una resa scarsa per un vigneto e la negatività è una resa scarsa per un centro emozionale. Le uve non vengono raccolte per il succo d’uva e non dovremmo neanche accettare un raccolto di negatività. Se lavoriamo con in mente un sapore finale, allora un raccolto impegnativo non deve necessariamente portare ad una bottiglia cattiva. A settembre abbiamo esaminato quel raccolto. Nel mese di ottobre, consideriamo cosa potrebbe servire per affinarlo in un delicato elisir. Quali emozioni accelererebbero il nostro lavoro se potessimo sperimentarle più spesso, più a lungo e in maniera più profonda?

Settembre 2017

Settembre 2017

Questo raccolto è l’ultimo dei tre raccolti presenti nel ciclo annuale: fieno, grano e uva. Abbiamo associato la raccolta del fieno al lavoro sul corpo, la raccolta del grano al lavoro sulla mente e la raccolta dell’uva al lavoro sul cuore. Nella sequenza di Chartres ognuno di questi raccolti è distribuito su due mesi: il fieno è cresciuto a maggio e viene raccolto a giugno; Il frumento è raccolto in luglio e trebbiato in agosto; l’uva è vendemmiata nel mese di settembre e messa in botte in ottobre. Questo principio a due fasi segue un modello ripetitivo. Il primo passo caratterizza i prodotti della natura. Il secondo passo descrive la risposta del contadino a quei prodotti. Un agricoltore dopo tutto addomestica e affina la natura. Allo stesso modo, un agricoltore della Quarta Via addomestica e raffina se stesso, che solleva la domanda: qual è il prodotto della mente, del corpo e del cuore? Qual è il raccolto dell’uomo macrocosmo?

Agosto 2017 Granaio

Agosto 2017 Granaio

“Le regole perseguono uno scopo definito”, afferma George Gurdjieff, “fare comportare le persone come si comporterebbero ‘se fossero’, cioè se si ricordassero di se.” Per concludere il nostro lavoro di agosto di coniugazione di aforismi, formuliamo un gruppo di dieci regole come linee guida per la nostra comunità. Se ciascun membro lavorasse in modo individuale, una serie di regole comuni sarebbe inutile, ma per le attività di gruppo dovrebbero essere formulate, raffinate e applicate regole comuni. Di seguito è riportata l’ultima bozza di dieci aforismi che potrebbero servire come granaio nel quale accumulare la riserva di consigli pratici della nostra comunità. Invito i membri a suggerire rifiniture o modifiche nella sezione commenti.

Pensiero Psicologico

Pensiero Psicologico

L’aspetto magico di questo Lavoro lo trovo nel fatto che più che per eliminazione, lavoriamo per trasformazione. Dopo aver osservato una nostra abitudine, una nostra area di meccanicità, la domanda non dovrebbe essere come eliminarla, ma come trasformarla. Per esempio: se ho osservato che tendo a interrompere le persone quando parlano, arrestare questa abitudine è solo l’inizio del processo di trasformazione, non la fine.

Agosto 2017

Agosto 2017

Se non raccogliamo nel mese di luglio non possiamo trebbiare in agosto. Se non smascheriamo l’illusione, non possiamo ‘essere’. In questo lavoro – come in ogni lavoro – una cosa apre la porta a un’altra, mentre l’abbandono di una cosa impedisce il completamento di un’altra. Dopo aver scoperto il nostro modo scorretto di pensare a luglio, è una naturale conseguenza formulare il ‘giusto’ modo di pensare. Il lavoro di agosto sarà connesso al discernimento del giusto atteggiamento da adottare nel momento in cui un’abitudine cerca di affermarsi. Per adattarsi al momento, la nostra ‘arma’ deve essere corta e potente. Il giusto pensiero deve essere coniato sotto forma di aforisma, un comando succinto, come la pietra liscia che Davide ha usato per stordire Golia.

Non ho paura

Non ho paura

Nella nostra vita abbiamo sin da piccoli tante paure. Paure nel ‘centro istintivo’ o in quello ’emozionale’.  Episodi come quelli che abbiamo raccontato condizionano alcune nostre scelte. Come dice Asaf nel suo articolo pubblicato a luglio: «Per superare certi sensi di colpa o frustrazioni che le paure ci generano, deve intervenire una terza forza neutralizzante».

Luglio 2017

Luglio 2017

Come possiamo lavorare con un’abitudine ben consolidata? Supponiamo di scoprire che la paura del futuro sia un’emozione negativa predominante nella mia psiche: essa inventa regolarmente scenari catastrofici immaginari che mi allontanano dalla realtà e ostacolano la mia capacità di Essere. Il mio desiderio di lavorare con questa abitudine introduce una nuova forza attiva al mio lavoro. Ma l’inerzia per aver trascorso anni indulgendo nella paura si oppone a questa iniziativa e agisce da forza passiva. In se stesse, le due forze si contrappongono in uno stallo. Generano auto-osservazione, ma non provocano cambiamenti. Il timore rimane, e la mia incapacità di affrontarlo produce solo senso di colpa, frustrazione, auto-disapprovazione. Per cambiare, il tirare da una parte e dall’altra delle due forze non è sufficiente; deve intervenire una terza forza neutralizzatrice.

Giugno 2017

Giugno 2017

Giugno ci invita a rivedere le nostre comprensioni rispetto al corpo fisico a conservarle altrimenti marciranno e andranno perse. Da quando avete formulato il vostro scopo all’inizio di gennaio quest’anno (o da quando avete cominciato a lavorare) cosa avete compreso rispetto al corpo fisico e la sua relazione con il vostro scopo? Se non applicate quello che avete compreso allo sforzo di essere presenti, allora state trascurando il vostro raccolto. Cosa avete imparato rispetto alla fretta, all’essere presenti mentre mangiate o allo sforzo necessario per superare la fatica fisica?

Maggio 2017

Maggio 2017

Osserva la prima ora della tua giornata. Quale erbaccia solitamente infesta la tua ‘buona’ terra? È una preoccupazione ricorrente? È malumore? L’importante è non lasciare che queste emozioni negative raggiungano un grado di intensità tale da permettere che la nostra terra fertile si esaurisca Essere pazienti, riconoscendo che una disciplina appena introdotta è inevitabilmente più debole di una abitudine di lungo corso. Se persisti, tra quaranta giorni farai fascine e brucerai le erbacce e raccoglierai e conserverai il grano. Ma per ora il tuo lavoro di maggio è quello di fotografare il primo “io” negativo che si introduce nella tua giornata e di cominciare a formulare una disciplina di lavoro attorno ad essa.

Aprile 2017

Aprile 2017

Dobbiamo applicare una selezione simile. Siamo alla ricerca del miracoloso – non in Egitto, Ceylon, o in India, ma restando sulla strada dove viviamo. Il presente è lì in modo affidabile. Spetta a noi di Essere lì per questo, per usarlo come un catalizzatore per l’auto-coscienza… Avendo formulato obiettivi sulle nostre abitudini nel mese di gennaio, sperimentato la non-identificazione durante il mese di febbraio, potato e raffinato il nostro lavoro nel mese di marzo, siamo naturalmente portati al punto di chiedersi: quale dei nostri sforzi funziona davvero?

Marzo 2017

Marzo 2017

Se siete nuovi in questo insegnamento, ora è il momento di formulare un obiettivo. Se avete già formulato un obiettivo a gennaio, ora è il momento di esaminare se esso riflette ancora quello che si desidera raccogliere. Con il vostro obiettivo in mente, cosa dovete potare oggi per garantire un raccolto abbondante domani?

Febbraio 2017

Febbraio 2017

Nello stesso modo, le abitudini che affrontiamo nel Lavoro non sono apparse il mese scorso ma sono cresciute nel corso degli anni. Questo è quanto abbiamo scoperto nel mese di gennaio lavorando alla formulazione di uno scopo per il 2017. Il lavoro iniziale su un abitudine, ci ha condotto ad altro. Coloro che all’inizio avevano lo scopo di minimizzare il “parlare inutile” hanno scoperto che dietro questo atteggiamento si cela la vanità. Coloro che inizialmente avevano lo scopo di lavorare contro la fretta, hanno scoperto il bisogno celato di compiacere gli altri. La formulazione dello scopo è cominciata attorno alle abitudini della grandezza di un “ramo”, ma è solo attraverso l’auto-osservazione che lo scopo si è allargato fino ad includere il “tronco”. “La scure è ora posta alla radice degli alberi,” disse Giovanni Battista. “Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco”.

Gennaio 2017

Gennaio 2017

Dove eri un anno fa, alla vigilia del 2016? Eri solo? Stavi festeggiando? Stavi guardando uno spettacolo pirotecnico dal balcone della cucina? Ovunque tu fossi, 365 giorni sono passati e la terra ha completato un ciclo intorno al sole. La natura celebrativa di questo traguardo annuale (o la mancanza di celebrazioni per quelli di noi che lo trascorrono in solitudine) imprime la memoria, in modo da poter facilmente e con precisione visualizzare dove fossimo un anno fa, misurando così la durata del tempo trascorso. Dal nostro modesto punto di vista micro-cosmico, abbiamo uno scorcio sul grande ciclo di un cosmo più grande.

A proposito del Tempo

A proposito del Tempo

Respira. Prova il senso del “Io sono qui” durante l’inspirazione. Mantieni questo senso durante il picco di saturazione. Espira consapevolmente. Poi mantieni il senso di “Io sono qui” nell’intervallo dopo l’espirazione. Ora tua consapevolezza espande il tuo momento psicologico. Questa breve durata di cinque secondi, in media, è la durata dell’ ‘Io’. Ogni respiro porta alla mente un nuovo pensiero, o una nuova ripetizione di un vecchio pensiero. Una giornata di 17 ore di attività (nel senso di ore passate fuori dal letto) contiene 1.020 minuti attivi e 12.240 respiri attivi. Una settimana contiene 85,680 respiri attivi. Un mese ne contiene 342.720. Noi avremo fatto 4,467,600 respiri dall’inizio del 2016 alla sua conclusione nel giro di qualche giorno – e questo è solo uno dei molti anni inclusi nelle nostre vite. Quando si tratta di tempo, se misurato dai nostri respiri, siamo tutti multi-milionari.

Cos’è il Paradiso?

Cos’è il Paradiso?

Conoscere la verità? Diventare Padrone di te stesso? Riuscire ad Essere? Questa condizione è rappresentata dal Paradiso, un giardino dell’abbondanza nel quale tutte le creature vivono in armonia. Ti è concesso godere dei benefici di questo giardino solo a condizione che tu eviti il frutto di un preciso albero.

L’imprevedibile presente

L’imprevedibile presente

“Sono l’assistente di volo Lufthansa Hans Schupfer e questa è la responsabile dell’equipaggio Claudia Becker. Siamo molto spiacenti di dovervi informare che non potrete imbarcarvi su questo volo.”

“Cosa? Ma perché no?”

“Se vi facessimo salire a bordo dell’aereo, i russi non vi lascerebbero scendere.”

“Cosa intendente dire con non vi lascerebbero scendere?”

“Guardate qui sul vostro passaporto: il vostro visto russo è valido solo dal 19. Oggi è il 16. Per i prossimi tre giorni non avete un visto valido per entrare in Russia.”

Tutto il mondo è un palcoscenico?

Tutto il mondo è un palcoscenico?

Giulietta si innamora sempre di Romeo, sempre lo sposa e sempre muore con lui. Un’opera con un esito diverso non potrebbe chiamarsi Romeo e Giulietta. Noi, il pubblico, assistiamo a una progressione e a un finale predeterminati. Ci piacciono i sentimenti degli amanti, simpatizziamo con le loro difficoltà, ma non siamo mai sorpresi dalla loro tragica fine. Come Dei onniscienti, siamo testimoni di tutte e quattro le dimensioni, consapevoli dell’interezza della trama in ogni momento del suo dipanarsi.

Che cosa significa, Essere?

Che cosa significa, Essere?

Guardo attraverso il parabrezza nella mia testa mentre guido attraverso i vari compiti della giornata — fare colazione, parlare al telefono, digitare sulla tastiera — o la mia mente vaga invece altrove, mentre il mio veicolo viaggia con il pilota automatico?

La via stretta

La via stretta

Il nostro autista ha fatto un errore. La macchina adesso è bloccata in una corsia e sta provando ad immettersi in un’altra. Fino a quando la nostra meta non si libera, siamo costretti pericolosamente a bloccare il traffico in avvicinamento. Le macchine corrono verso di noi. Ad anticipare l’impatto avverto un brivido insinuarsi alla base della mia spina dorsale fino ad arrivare in cima alla mia testa. “Che folle decisione”, dico a me stesso, ma in questo momento di pericolo mortale, cercare una colpa sembra essere più folle della follia dell’autista. Che importanza trovare il colpevole se stiamo per morire?

Non esistono problemi irrisolvibili

Non esistono problemi irrisolvibili

Il benessere del cosmo indù si basa sulla lotta tra bene e male. Finché dei e demoni si contrappongono ininterrottamente gli uni agli altri, il cosmo in cui abitano rimane sano, ma se il male prende il sopravvento, il suo benessere è minacciato. In questi momenti, un Dio di ordine superiore deve intervenire per ristabilire l’equilibrio e preservare il cosmo. Questa “dio-conservatore” è Visnù, che periodicamente si incarna sotto diverse spoglie, in funzione del male che intende contrastare. Secondo la tradizione, si sono già verificate nove incarnazioni di Visnù, mentre la decima deve ancora avvenire.

Revisione dei Propositi per il Nuovo Anno

Revisione dei Propositi per il Nuovo Anno

Il 26 di dicembre 2015, abbiamo invitato i nostri lettori a formulare i propri propositi per il Nuovo Anno. Abbiamo citato Aristotele, che ha detto: “Il benessere dell’uomo dipende, nel suo complesso, da due cose: Una è la corretta scelta dello scopo, del fine verso il quale le azioni dovrebbero tendere; l’altra consiste nell’individuare le azioni che conducano a tale scopo.” Abbiamo esortato i lettori a formulare il proprio scopo su ampia scala per il 2016, così come gli sforzi su scala ridotta che intendevano compiere per raggiungere tale scopo. Quattro mesi più tardi – essendo trascorso un terzo dell’anno – è opportuno rivedere ciò che abbiamo appreso da questo esperimento.

Vedere o non vedere

Vedere o non vedere

Sogniamo ad occhi aperti involontariamente, ma possiamo sognare ad occhi aperti di proposito? (Sei in grado di guardare lo schermo in questo preciso momento e costringerti a sognare ad occhi aperti?) Ci identifichiamo involontariamente, ma possiamo identificarci di proposito? (Sei in grado di restare affascinato da questa schermata in questo preciso momento, al punto da perdere completamente la percezione di te stesso?)

Cosa offri alla tua Consapevolezza?

Cosa offri alla tua Consapevolezza?

Una vigna, un frutteto, una brughiera, un villaggio arroccato sulla collina si susseguono veloci. Appaiono e scompaiono rapidamente attraverso il finestrino del treno, offrendosi alla vista solo per un istante. A tratti, ora li colgo, poi li abbandono per sognare ad occhi aperti. Molto va perso. Non riesco ad essere consistente per lungo tempo. Gli occhi restano aperti, ma ciò che compie l’azione di guardare attraverso di loro fa capolino come un fragile neonato e, a motivo di questa sua fragilità, presto si riassopisce. Questo è il mio stato, reso solo più ovvio dal mio declinare il fresco buffet offerto dal panorama Toscano a favore di associazioni mentali prive di valore.

Partecipare alla Consumazione del Pasto

Partecipare alla Consumazione del Pasto

I monaci sono in piedi, in attesa. L’Abate entra, si fa il segno di croce sulla soglia, ed entra. Viene accompagnato in corteo all’estremità opposta della sala e viene aiutato a sedersi. L’assemblea si siede a sua volta. Una campanella suona e tutti si mettono a mangiare. In un attimo, la sala riecheggia del suono di centinaia di coltelli e forchette freneticamente agitate sui piatti. Solo i due ospiti non ortodossi, il mio amico ed io, si guardano l’un l’altro stupiti. Non eravamo sul Monte Athos?

Qual è il prezzo della Trasformazione?

Qual è il prezzo della Trasformazione?

Le rappresentazioni del Buddha seguono esattamente lo stesso principio, sia per motivi estetici, per facilitare la negoziazione, sia per dar spazio ad un approccio mistico. Il principe illuminato è generalmente raffigurato come un diamante ineccepibilmente tagliato e incastonato nel proprio seggio dorato. Vi possiamo immediatamente riconoscere l’ultraterrena natura del suo stato così come riconosceremmo un etereo gioiello. Tale riconoscimento è significativo: non saremmo in grado di valutare la compostezza, la compassione e la concentrazione del Buddha se non l’avessimo sperimentata in prima persona.

Propositi per il Nuovo Anno

Propositi per il Nuovo Anno

In questo Lavoro, gli scopi coprono una distanza. Sono qui e ho il desiderio di andare là – dove qui e là sono luoghi psicologici. Cambiare in modo significativo è in nostro potere; è solo una questione di sforzo e di tempo.