Storia di Frammenti di un insegnamento sconosciuto

Il più antico manoscritto di Frammenti di un insegnamento sconosciuto è datato 1925. Alcune parti del libro vennero lette a Londra dai discepoli di Ouspensky già nei primi anni Trenta. Queste letture apparentemente hanno subito alcune modifiche rispetto alla pubblicazione del libro, avvenuta nel 1949. Alla sua morte, Ouspensky lasciò in ‘eredità’ l’insegnamento a Rodney Collin Smith e Dr Francis Roles. C’è un passaggio molto interessante in un libro pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Starnine Media con il titolo ‘Ouspensky’s Fourth Way’. Viene pubblicata una lettera che Dr Roles spedì nel gennaio del 1964 a uno dei suoi più promettenti discepoli, Leon da Vinci MacLaren, per chiarire alcuni malintesi che vedeva sorgere all’interno del suo gruppo: “Questo libro – Frammenti di un insegnamento sconosciuto – è stato profondamente censurato e modificato prima di essere pubblicato, contro i desideri dell’autore. Sono stato presente durante la maggior parte della sua stesura e costretto, per forza di cose, a testimoniare la sua alterazione”.

Questa testimonianza lascia inevitabilmente il ricercatore con alcune domande che sembrano avere una certa importanza a livello spirituale: cosa è stato alterato e censurato in Frammenti di un insegnamento sconosciuto? Perché? Dopo aver letto negli anni diverse volte il libro mi sono chiesto se queste possibili alterazioni possano in qualche modo aver modificato anche la mia concezione del Sistema e delle idee in esso contenute. Non posso sapere cosa sia stato alterato, ma avendo letto la maggior parte dei libri del Sistema oggi in commercio, posso positivamente affermare che Frammenti di un insegnamento sconosciuto rimane uno dei libri esoterici più importanti pubblicati nel XX° secolo. Possiamo solo supporre il perché Mr Gurdjieff, supportato dalla moglie di P.D. Ouspensky – Madame Ouspensky – abbia deciso di modificare parti del libro. Queste alterazioni ai miei occhi non fanno altro che aumentare il carisma e il mistero che si cela dietro questo libro.

I dubbi dell’autore

Ci sono evidenze che Ouspensky fosse riluttante a pubblicare Frammenti di un insegnamento sconosciuto e non a caso il libro uscì postumo, due anni dopo la morte dello scrittore. Ouspensky credeva che il libro, quando fosse stato ‘pronto’, sarebbe stato pubblicato, come se il libro avesse una vita tutta sua, indipendente dalla volontà dell’autore. Le ragioni per cui Ouspensky era riluttante alla pubblicazione di Frammenti di un insegnamento sconosciuto possono ritrovarsi all’interno di un altro libro pubblicato postumo, intitolato ‘La Quarta Via’. Questo estratto è una delle tante osservazioni che Ouspensky fa a proposito dell’inadeguatezza dei testi scritti: “…potete trovare quest’ultima idea nella letteratura, ma la descrizione è completamente differente; perciò anch’essa viene dalle Scuole e deve essere spiegata oralmente. Esistono cose che possono essere descritte nei libri e ce ne sono altre che non possono mai essere descritte correttamente”. Lo stesso titolo del libro, implica che per quanto complesso e ben scritto, esso rimane pur sempre un ‘frammento’ della verità. Ouspensky considerava il sistema come un ‘essere vivente’ che doveva, quindi, crescere e svilupparsi. Uno dei suoi timori era che se il libro fosse stato pubblicato, sarebbe stato utilizzato come un ‘manuale’ e di conseguenza la potenziale capacità di crescita e di sviluppo del Sistema si sarebbe arrestata e il libro sarebbe diventato materia morta, accademica.

Il nome del libro

Per Ouspensky non era chiaro nemmeno quale potesse essere il nome della sua opera, se mai pubblicata. Il nome iniziale era caduto su ‘Frammenti’ ma poiché un libro con un titolo simile venne pubblicato in quegli anni, gli editori optarono per In Search of the Miraculous con sottotitolo Fragments of an Unknown Teaching, tradotto semplicemente in italiano con il titolo di Frammenti di un insegnamento sconosciuto. Il titolo fu probabilmente ispirato da una una conferenza che Ouspensky tenne a San Pietroburgo e Mosca nel 1915. Furono proprio quelle riunioni che diedero la possibilità a Ouspensky di entrare in contatto con quello che divenne il suo maestro nei successivi nove anni, l’armeno G.I. Gurdjieff. ‘Frammenti’ può essere certamente considerato il più comprensibile e sistematico dei libri che trattano l’insegnamento divulgato da Mr Gurdjieff e oggi conosciuto come Quarta Via che in questo articolo chiamo Sistema. Si potrebbe forse azzardare nel supporre che senza Ouspensky, la Quarta Via non soltanto non sarebbe stata così popolare come lo è oggi, ma sarebbe stata ancora più frammentaria.

Contenuti

La forma del libro permette a Ouspensky di presentare le idee di Gurdjieff in una sequenza psicologica specifica guidando, con una narrazione accurata, il ricercatore della verità attraverso la complessità del Sistema, senza far perder mai di vista l’essenziale. Nei diciotto capitoli, vengono presentate grandi idee che includono la filosofia, la cosmologia, la psicologia e la religione. Ouspensky racconta le prove di apprendimento di questo nuovo sistema ricordando lezioni intere o parti di lezioni, che Gurdjieff offrì ai suoi discepoli tra il 1915 e il 1923. Ouspensky descrive molte delle sue esperienze in modo sottile e personale, e racconta alcuni dei metodi e degli esercizi che comprendeva il Sistema di Gurdjieff. Il libro si conclude con le vicissitudini di Ouspensky avvenute durante la rivoluzione bolscevica, alle quali seguì la fuga con Gurdjieff verso l’Occidente. Entrambi continuarono a insegnare il Sistema ai propri seguaci fino alla morte, avvenuta rispettivamente nel 1947 e nel 1949. L’ultima parte di ‘Frammenti’ descrive anche i sentimenti dell’autore e le motivazioni dietro la sua decisione, annunciata agli studenti di Londra nei primi mesi del 1924, di insegnare il Sistema in modo indipendente e non più sotto la diretta supervisione di Gurdjieff.

Non è semplice riassumere le idee contenute in Frammenti di un insegnamento sconosciuto senza correre il rischio di semplificare eccessivamente ed eventualmente distorcere completamente l’idea presentata. Potremmo dire che il sistema ruota intorno a un’idea in specifico che è quella del ricordo di sé. Secondo il Sistema, l’uomo è come una macchina ed è addormentato. Il suo non è un sonno ordinario, ma ipnotico. L’uomo non ha una volontà propria e vive assoggettato a differenti influenze esteriori. Il ricordo di sé, da questo punto di vista, diviene il mezzo, ma anche uno stato interiore, attraverso cui è possibile accedere alla propria essenza, soggiogata fin dalla più tenera età dalla personalità. Il lavoro sull’essenza, principalmente connesso alla non espressione delle emozioni negative e al lavoro sull’apparato formatorio, dovrebbe condurre l’uomo a entrare in contatto con quelli che il Sistema definisce i ‘centri superiori’ attivando, di conseguenza, nuove capacità in se stesso e poteri inconcepibili per un uomo ordinario.

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