Author: Asaf Braverman

Loading...

“Parlando in generale, perdiamo l’opportunità di fare piccoli sforzi” dice Peter Ouspensky. “Li trascuriamo, non li consideriamo abbastanza importanti. Eppure possiamo aumentare la nostra capacità di compiere sforzi soltanto facendo questi piccoli sforzi che trascuriamo”. Per questo motivo, il Lavoro di Aprile ci invita ad espandere la disciplina che abbiamo introdotto a marzo in altre aree che compongono la nostra giornata. Queste aree saranno momenti senza pretese, momenti di routine, momenti di transizione da un capitolo ad altro della nostra giornata, momenti che normalmente butteremmo via perché non li consideriamo importanti. Ma l’area coltivata dal contadino è limitata e anche il nostro tempo lo è. Dobbiamo coltivare con prudenza ogni angolo del nostro essere per riuscire a cambiare il nostro livello d’essere. “Gli avvenimenti all’apparenza insignificanti spesso sono pieni di grande importanza” disse Sofocle; “l’uomo prudente non trascura nessuna circostanza”.

Loading...

Osservare le nostre abitudini come perdite di energia le pone sotto una luce più impersonale: divento irritabile non perché sono una persona cattiva ma perché ho troppa energia inutilizzata, tendo a preoccuparmi non perché sono una persona ansiosa ma perché ho troppa energia inutilizzata, mi concedo di sognare ad occhi aperti non perché sono una persona poco pratica ma sempre perché ho troppa energia inutilizzata. Per ricordarmi di più di me stesso – più frequentemente, più a lungo e più in profondità – queste perdite dovranno essere fermate. E poiché inizio la mia giornata con gli accumulatori completamente carichi, esse devono essere osservate e fermate in particolare all’inizio della giornata. Se “conquisto” la mattina farò una buona partenza e fisserò uno standard migliore per il resto della giornata.

Loading...

Il mese scorso abbiamo ripreso in considerazione il nostro desiderio di risvegliarci e ci siamo impegnati a esprimerlo in un obiettivo pratico. Le risposte degli studenti hanno ruotato attorno a schemi psicologici ricorrenti che impediscono il risveglio. Alcuni dei propositi formulati riguardano la paura, altri riguardano la considerazione interiore e altri l’abitudine a giudicare. Poiché normalmente pensiamo agli obiettivi come mete da raggiungere, potremmo aspettarci che dopo un anno di lavoro il timoroso diventi coraggioso, chi vive di considerazione interiore diventi sicuro di sé e colui che giudica compassionevole. Quando scendiamo realmente alle radici della nostra psicologia, tuttavia, scopriamo che le nostre più profonde abitudini psicologiche non si piegano con facilità. Non possono essere modificate senza conseguenze involontarie. Se coloro che hanno paura si costringono con uno sforzo a frenarla, non diventano solo coraggiosi, ma anche ostinati e irrispettosi. La sconfitta della propria paura ha portato alla luce una manifestazione nuova e ugualmente problematica. Sostituire una forma di sonno con un’altra non può valere come risveglio. Pertanto, il passo successivo alla definizione degli obiettivi ci invita a cambiare il modo in cui li pensiamo. Piuttosto che eliminare le abitudini che inibiscono il nostro risveglio, possiamo trasformarle in qualcosa di utile? Possiamo usare la nostra psicologia per accendere il fuoco della consapevolezza?

Loading...

“Cosa desideri?”.
“Vorrei conoscere me stesso”:
“Come si manifesta l’ignoranza verso te stesso?”.
“In molti modi”.
Uno scopo troppo grande e vago non è pratico. Se ad esempio il mio scopo vorrebbe essere
quello di smettere di parlare inutilmente, dovrei trovare un argomento specifico da evitare. Se mi
piacerebbe diventare più sensibile verso altri, allora dovrei concentrarmi su una persona in
specifico. Se mi piacerebbe smettere di giudicare tutti, allora dovrei concentrarmi su un aspetto
specifico del mio ‘giudizio’. La guerra alle abitudini è portata avanti e vinta attraverso piccole
battaglie, momento dopo momento. Dobbiamo vincere piccole battaglie per avere la meglio
sulla guerra. Avanziamo nella ricerca della conoscenza di sé cercando di essere precisi con i
nostri scopi ed avendo chiaro il motivo per cui stiamo cercando di conoscere noi stessi. Solo
con questa chiarezza il nostro scopo potrà fungere da guida ed essere d’spirazione.

Loading...

Il primo di gennaio, la nostra comunità ha fissato l’obiettivo di sovrapporre l’insegnamento della Quarta Via ai mestieri del mese. Avendo completato il primo ciclo, possiamo vedere come il Lavoro cresce se aggiungiamo qualcosa ogni giorno. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno riposto la propria fiducia in questo esperimento, che hanno insistito nell’applicare il significato interiore di ogni lavoro e le cui verifiche personali hanno contribuito a rendere viva questa Scuola. Mi sembra che abbiamo dato un degno contributo alla Quarta Via, e già questo è motivo di festa.
Brindiamo quindi – come il nostro contadino interiore a dicembre – al percorso tracciato dai nostri predecessori e alla loro eredità grazie alla quale apriremo la strada alla Quarta Via nel ventunesimo secolo.

Loading...

L’efficacia di un nuovo comando non è immediata. Proprio come l’apprendimento di una nuova parola, la paziente ripetizione le attribuisce un peso crescente. “Un uomo pensa a cosa significhi ‘essere’ “, dice George Gurdjieff. ” È possibile ‘essere’ in modi diversi. Vuole ‘essere’ non solo nel senso dell’esistenza ma nel senso più pieno della parola. La parola ‘sii’ (to Be) per lui acquisisce peso, un nuovo significato”. In questo spirito il terzo e ultimo passo del lavoro di novembre è quello di attribuire un peso ai comandi da noi scelti, che può essere raggiunto solo applicandoli ripetutamente e pazientemente nel momento della prova. La ripetizione gradualmente assegna loro il proprio significato designato.

Loading...

Il succo d’uva è una resa scarsa per un vigneto e la negatività è una resa scarsa per un centro emozionale. Le uve non vengono raccolte per il succo d’uva e non dovremmo neanche accettare un raccolto di negatività. Se lavoriamo con in mente un sapore finale, allora un raccolto impegnativo non deve necessariamente portare ad una bottiglia cattiva. A settembre abbiamo esaminato quel raccolto. Nel mese di ottobre, consideriamo cosa potrebbe servire per affinarlo in un delicato elisir. Quali emozioni accelererebbero il nostro lavoro se potessimo sperimentarle più spesso, più a lungo e in maniera più profonda?

Loading...

Il centro emozionale è il più veloce dei quattro centri inferiori. Questo significa che ottenere il controllo sulle emozioni è l’ultima barriera prima di avere la capacità di penetrare completamente nel momento. Aumentamo la nostra capacità di controllare le emozioni resistendo all’espressione della negatività. Questo video tutorial mostra quale tipo di sforzo deve essere effettuato per non espriemere le emozioni negative e spiega il ruolo centrale che ha nella trasformazione della nostra identità dai tanti ‘io’ al vero ‘IO’.

Loading...

Questo raccolto è l’ultimo dei tre raccolti presenti nel ciclo annuale: fieno, grano e uva. Abbiamo associato la raccolta del fieno al lavoro sul corpo, la raccolta del grano al lavoro sulla mente e la raccolta dell’uva al lavoro sul cuore. Nella sequenza di Chartres ognuno di questi raccolti è distribuito su due mesi: il fieno è cresciuto a maggio e viene raccolto a giugno; Il frumento è raccolto in luglio e trebbiato in agosto; l’uva è vendemmiata nel mese di settembre e messa in botte in ottobre. Questo principio a due fasi segue un modello ripetitivo. Il primo passo caratterizza i prodotti della natura. Il secondo passo descrive la risposta del contadino a quei prodotti. Un agricoltore dopo tutto addomestica e affina la natura. Allo stesso modo, un agricoltore della Quarta Via addomestica e raffina se stesso, che solleva la domanda: qual è il prodotto della mente, del corpo e del cuore? Qual è il raccolto dell’uomo macrocosmo?

Loading...

“Le regole perseguono uno scopo definito”, afferma George Gurdjieff, “fare comportare le persone come si comporterebbero ‘se fossero’, cioè se si ricordassero di se.” Per concludere il nostro lavoro di agosto di coniugazione di aforismi, formuliamo un gruppo di dieci regole come linee guida per la nostra comunità. Se ciascun membro lavorasse in modo individuale, una serie di regole comuni sarebbe inutile, ma per le attività di gruppo dovrebbero essere formulate, raffinate e applicate regole comuni. Di seguito è riportata l’ultima bozza di dieci aforismi che potrebbero servire come granaio nel quale accumulare la riserva di consigli pratici della nostra comunità. Invito i membri a suggerire rifiniture o modifiche nella sezione commenti.