“Sono l’assistente di volo Lufthansa Hans Schupfer e questa è la responsabile dell’equipaggio Claudia Becker. Siamo molto spiacenti di dovervi informare che non potrete imbarcarvi su questo volo.”

“Cosa? Ma perché no?”

“Se vi facessimo salire a bordo dell’aereo, i russi non vi lascerebbero scendere.”

“Cosa intendente dire con non vi lascerebbero scendere?”

“Guardate qui sul vostro passaporto: il vostro visto russo è valido solo dal 19. Oggi è il 16. Per i prossimi tre giorni non avete un visto valido per entrare in Russia.”

“Allora perché gli italiani ci hanno fatto imbarcare su questo volo in primo luogo?”

“Secondo il protocollo delle compagnie aeree, i membri dell’equipaggio devono controllare lo status del visto della destinazione finale prima dell’imbarco. Lo staff di Roma non avrebbe dovuto permettervi l’imbarco. Ma, vedete, sono italiani…”

“Quindi che cosa faremo qui a Francoforte per tre giorni? ”

“Signore, questa è una vostra decisione. Siamo molto dispiaciuti…”

I piani per il nostro pick-up all’aeroporto di Mosca mi passarono per la mente, la nostra prenotazione alberghiera e l’itinerario di viaggio mi assalirono mentre scendevamo di sotto per recuperare i bagagli. Tutto questo doveva essere prontamente cancellato. Non avevamo pianificato di ritrovarci qui ora; non saremmo dovuti essere qui ora. Procedevamo tristi, come  un partecipante ad un funerale che accompagna un membro del proprio gruppo di viaggio al luogo del suo riposo finale: la sepoltura del nostro futuro prossimo.

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“Avete un’auto disponibile?”

“Siete fortunati; abbiamo un’auto disponibile a noleggio.”

“Quanto dista da qui Monaco?”

“Hmm, uno, due… cinque ore di macchina.”

“E Berlino?”

“Sei ore.”

“E Strasburgo?”

“Ottima autostrada; senza limiti di velocità. Meno di due ore.”

Siamo sfrecciati accanto a un frutteto ed una vigna, un villaggio e la guglia di una chiesa mentre ci dirigevamo senza freni verso una destinazione non pianificata. Quanto pesantemente poggiava sulle nostre spalle il giogo dell’aspettativa! Quanto liberatorio si dimostra essere la sua rimozione! Il cordoglio per la nostra perdita veniva ora rimpiazzato dall’eccitazione di tuffarsi nell’imprevedibile presente.

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Due mesi fa, abbiamo condotto un esperimento su beperiod cercando di vivere come se anche il più piccolo dettaglio della nostra giornata fosse predeterminato (potete leggere dell’esperimento al link qui di seguito: Tutto il mondo è un palcoscenico?) Per la settimana a venire proviamo ad invertire l’esperimento e trascorrere la propria giornata come se non potessimo prevedere il suo svolgimento. In che modi sareste diversi se viveste nell’imprevedibile presente?

Image by Aero Icarus (shared under the creative commons license)

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