Dove eri un anno fa, alla vigilia del 2016?

Eri solo? Stavi festeggiando? Stavi guardando uno spettacolo pirotecnico dal balcone della cucina? Ovunque tu fossi, 365 giorni sono passati e la terra ha completato un ciclo intorno al sole. La natura celebrativa di questo traguardo annuale (o la mancanza di celebrazioni per quelli di noi che lo trascorrono in solitudine) imprime la memoria, in modo da poter facilmente e con precisione visualizzare dove fossimo un anno fa, misurando così la durata del tempo trascorso. Dal nostro modesto punto di vista micro-cosmico, abbiamo uno scorcio sul grande ciclo di un cosmo più grande.

Nel 2017, la Comunità “Be” sovrapporrà il proprio insegnamento a questo ciclo. Seguiremo la progressione della natura mese dopo mese, allo stesso modo in cui gli artisti medievali seguivano le attività agricole e documentavano i lavori mensili. In fondo il lavoro è stato per l’uomo la conseguenza simbolica di perdere il Paradiso, un lavoro che sarebbe cambiato nel corso dell’anno ad ogni cambio di stagione. “Poiché hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita…” Così, mentre i dodici lavori mensili sono documentazioni storiche di attività rurali in epoca medievale, possono altrettanto essere viste come la conseguenza simbolica della perdita del Paradiso e degli sforzi necessari per riconquistarlo (per approfondire questo collegamento, leggi Cos’è il Paradiso?).

Nella rappresentazione dei lavori mensili nella cattedrale di Chartres, gennaio è una divinità a tre facce che inaugura il nuovo anno con l’apertura di un cancello (vedi foto all’inizio di questo post). Una faccia ripercorre l’anno precedente, un’altra indaga l’anno in arrivo, e una terza ci guarda. Questo volto centrale, che guarda il momento attuale, è il nostro punto di partenza. “Oggi è quello che è perché ieri è stato quello che è stato”, ha detto George Gurdjieff; “Se vuoi che il domani sia diverso, devi rendere diverso l’oggi.”

Ma dove sono oggi? La mia capacità di ricordare me stesso non è né più né meno che la somma degli sforzi investiti nel ricordo di sé nel corso dell’anno passato. Se ho intenzionalmente lavorato per minimizzare il parlare superfluo, allora oggi sono maggiormente in grado di ricordare me stesso mentre parlo. Se ho intenzionalmente lavorato per frenare la fretta, allora oggi sono maggiormente in grado di ricordare me stesso mentre mi muovo. E sebbene io debba continuare a  lavorare per la conferma di questi risultati nel 2017, mantenere la posizione raggiunta sarà più facile che conquistarla. Il volto che guarda all’anno passato percepisce questo. E permette al volto che guarda in avanti di sapere che qualsiasi risultato si speri di ottenere nel successivo, avrà un prezzo paragonabile. Il volto di mezzo conclude che se voglio che il prossimo anno sia diverso rispetto a quello scorso, devo formulare uno scopo oggi.

Questo è il nostro lavoro per gennaio. In piedi sulla soglia del 2017 con una vista di 365 giorni in entrambe le direzioni, in che direzione si desidera andare nel prossimo anno? Quali abitudini hanno impedito il ricordo di sé durante il 2016? C’è qualche singola abitudine che spicca per essere un’area di lavoro in ritardo? “Lo scopo deve essere chiaramente formulato, compreso, e ricordato,” ha dichiarato Peter Ouspensky. “Solo così è possibile giungere a dei risultati”. Non abbiate fretta con tale formulazione. Assicuratevi che sia radicata nella auto-osservazione, e che il vostro obiettivo proviene da qualcosa che avete effettivamente osservato su di voi in un momento di autocoscienza. L’obiettivo scelto sarà aggiustato mensilmente, mentre la comunità progredisce da un lavoro al successivo.

Condividi il tuo scopo nella sezione commenti qui sotto. (Per coloro che hanno intrapreso un progetto di ricerca intorno ai Lavori del Mese, questo è anche il luogo dove pubblicare i vostri risultati per il mese di gennaio)

Skip to toolbar